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I commercialisti promuovono la mediazione

I commercialisti promuovono la mediazione - Mondo Mediazione
Tratto da Eutekne.info il quotidiano del Commercialista, l'articolo riporta i dati di un sondaggio proposto dall'Istituto di Ricerca del''Ordine Commercialisti
Articolo tratto da Eutekne.info il quotidiano del commercialista del giorno 21 Aprile 2011 e consultabile direttamente qui


I commercialisti promuovono la mediazione

Secondo un sondaggio IRDCEC-Press, il 90% è favorevole alla riforma. Ma sul futuro dello strumento pesa lo spettro dell’incostituzionalità

Rossella QUARANTA
Giovedì 21 aprile 2011


I commercialisti approvano la nuova mediazione civile. È trascorso un mese dall’entrata in vigore del DLgs. 28/2010, sufficiente per tracciare un primissimo bilancio sull’accoglienza riservata alle novità normative.
Stando al sondaggio IRDCEC anticipato ieri, in pubblicazione suPress di aprile, la mediazione conquista a larghissima maggioranza il favore della categoria: il90% dei commercialisti italiani esprime un giudizio positivo sulla riforma (in particolare le donne) e circa il 70% è convinto che rappresenti una “concreta opportunità professionale”, a fronte di un 14% di contrari e di un 16,4% di indecisi.
A destare le maggiori perplessità è l’effettiva convenienza del ruolo di mediatore, in rapporto fra costi e benefici; ulteriore punto dolente, la strenua opposizione degli avvocati, che da mesi conducono una battaglia in solitaria per l’abrogazione della norma, approdata da pochi giorni di fronte alla Corte Costituzionale.
Su questa autentica “spada di Damocle”, però, il Presidente del CNDCEC Claudio Siciliotti si dice ottimista: “Le incertezze che pesano sul futuro del nuovo istituto, specie dopo che il TAR del Lazio ha rimandato alla Corte Costituzionale un giudizio sulla materia, possono generare disorientamento. Ma siamo fiduciosi che non ci saranno battute d’arresto sulla via della definitiva approvazione di una riforma così importante per il sistema Paese”.
Al sondaggio, proposto online dall’Istituto di ricerca, hanno risposto 2.917 professionisti, un campione rappresentativo delle differenze anagrafiche e soprattutto geografiche interne alla categoria.
Fra Nord e Sud, il divario è sostanziale: da un lato, il Mezzogiorno conta una quota nettamente superiore di commercialisti-mediatori, che sono il 38% del campione (contro il 18,8% del Nord-ovest, 19% del Nord-est e il 29,3% del Centro); dall’altro lato, però, è maggiore la quota di commercialisti del Nord-Ovest e del Nord-Est (20,6 e 27,3%) che dichiarano di aver realizzato almeno una mediazione, a fronte del 10,6% al Sud.
I mediatori “qualificati” sono per ora minoranza nella categoria, arrivando al 27%. Di questi, il 61% risulta iscritto a un organismo di mediazione, con prevalenza per quelli istituiti da enti pubblici e a seguire dagli Ordini locali, da privati o da enti non precisati. L’1,2% si affida, invece, a organismi fondati da altri Ordini professionali. Il rovescio della medaglia è che una percentuale piuttosto alta, il 38%, pur avendo a tutti gli effetti la qualifica di mediatore, non è iscritta ad alcun organismo.
Con l’entrata in vigore della norma e la progressiva mobilitazione degli Ordini a livello territoriale, il numero dei mediatori attivi è probabilmente destinato a crescere. Al momento,soltanto il 10% dei non-mediatori sta frequentando il corso base di 50 ore per ottenerne la qualifica. Ciò non toglie, comunque, che l’interesse per il tema sia ampio ad ogni livello della professione, come sottolinea Claudio Siciliotti: “Su questa materia – commenta -, il Consiglio nazionale ha compiuto in questi anni un notevole sforzo. Un programma ambizioso ancora da completare, in termini di strutture formative e operative, ma per il quale gli Ordini territoriali hanno dimostrato una notevole attenzione”.



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