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Homo Negotiator

Homo Negotiator - Mondo Mediazione
Scritta dal Dottor Marco F. Parola, una breve storia dell’uomo, cercando tracce e testimonianze concrete di quella parte di umanità che ha da sempre perseguito la ricerca di accordi amichevoli per risolvere situazioni difficili.
il file completo (del quale quanto segue è solo un breve estratto) può essere scaricato cliccando sul collegamento a fondo pagina

Homo Negotiator
 

La negoziazione è, probabilmente, la forma più elementare di Alternative Dispute Resolution (ADR); sintetizzando al massimo, possiamo immaginare due persone che parlano di un problema e cercano di trovare una soluzione che sia accettabile per entrambe. Quando le due persone che stanno negoziando si accorgono di avere bisogno di aiuto per raggiungere un accordo e quindi accettano l’intervento di un terzo, si può cominciare a parlare di mediazione.[1] Se al terzo è richiesto di prendere una decisione vincolante per le persone che sono in disaccordo, siamo di fronte a un processo di arbitrato.

La storia riporta le gesta di coloro che, fin dall’inizio dei tempi, hanno sfruttato vantaggi fisici, tecnologici, finanziari, per dominare gli altri: re, dittatori, conquistatori, hanno potuto utilizzare propri vantaggi a scapito del bene collettivo, conquistando territori e nazioni, soggiogando popoli, senza tenere conto del bene collettivo[2]. In tempi recenti, facendo riferimento alla crisi globale del 2008 e più in generale a tutte le crisi speculative accadute nel corso degli anni, alcuni dirigenti di aziende hanno potuto arricchirsi a dismisura approfittando di posizioni privilegiate, sicuramente senza tenere in minimo conto il bene della propria comunità o dell’economia nazionale e internazionale.

Ma al contempo, ci sono sempre stati uomini che hanno tentato di risolvere le controversie in modo pacifico e cercando di preservare l’interesse di tutti, seguendo più alti ideali di equità, nel tentativo di raggiungere la comprensione delle reciproche differenze e dei diversi punti di vista, senza il ricorso al combattimento e a lotte basate sul potere. Dai Boscimani del Kalahari per i quali l’armonia del gruppo è infinitamente più importante delle discordie personali, agli “arbitratori” degli antichi Ateniesi, fino alle attuali trattative basate sul principio “win-win”, cioè situazioni che non prevedono un vincitore e uno sconfitto ma soluzioni che permettono a tutte le parti in causa di essere soddisfatte, c’è una lunga storia parallela scritta da eroi sconosciuti che hanno tentato di trovare nuovi paradigmi alternativi per risolvere le controversie, non concentrati esclusivamente sui diritti intrinseci delle parti.

Spesso si tende a far risalire l’origine del movimento di ricerca di soluzioni alternative delle controversie (ADR) – intese come alternative alle soluzioni dei problemi attraverso l’uso del potere o della violenza, il ricorso alle corti di giustizia o a qualsiasi altra forma di risoluzione nella quale i vantaggi di una parte seguono una logica “win-loss” cioè di un vincente e di uno sconfitto, escludendo una possibile altra soluzione più equilibrata – al periodo di tensioni sociali degli anni ’60 del secolo scorso, ma ci sono tracce di una storia più antica che raccontano di negoziazione, di arbitrati, di mediazione.


[1] Secondo il DM 180/2010 art 1 lettera c) “mediazione”: l’attività, comunque denominata, svolta da un terzo imparziale e finalizzata ad assistere due o più soggetti sia nella ricerca di un accordo amichevole per la composizione di una controversia, sia nella formulazione di una proposta per la risoluzione della stessa.

[2] Barrett Jerome T. e Barret Joseph P., 2004, A History of Alternative Dispute Resolution, Jossey-Bass.

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