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Greco (AIGA): finisce lo "scempio" della mediazione.

Greco (AIGA): finisce lo "scempio" della mediazione. - Mondo Mediazione

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Contro l'arretrato decreti ingiuntivi agli ordini.

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Articolo tratto da Diritto 24, visibile direttamente qui.

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Mercoledi' 24 Ottobre 2012

Francesco Machina Grifeo (Guida al Diritto)

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“Esiste un giudice in Italia”, così il presidente dell’Aiga Dario Greco saluta la bocciatura dell’obbligatorietà della mediazione per eccesso di delega da parte della Consulta. E l’entusiasmo - “siamo veramente soddisfatti - fa da traino per rilanciare il fitto carnet di proposte che il leader dei giovani avvocati presenterà domani, giovedì 25 ottobre, al Congresso straordinario che si apre a Benevento (e prosegue Napoli il 26 ed il 27 ottobre) dal titolo evocativo: “IDEA(RE) AVVOCATURA”.

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Mediazione, sì agli incentivi
Tornando sulla fine dell'obbligatorietà della mediazione civile, Greco risponde positivamente alla proposta di oggi del ministro della Giustizia Severino che si è detta pronta a “puntare sugli incentivi”. “È una proposta interessante”. E poi ragionando come fra sé e sé: “Si potrebbe per esempio azzerare l’imposta di registro, o anche rimborsare il contributo unificato, in generale agire sul meccanismo del credito di imposta”. “Noi siamo favorevoli alla mediazione facoltativa, l’importante è aver posto fine ad uno scempio giuridico voluto dall’ex ministro Alfano”.

Ma in cima alla lista delle cose da fare rimangono la riforma dell’accesso alla professione legale e lo smaltimento dell’arretrato. Sono questi i temi sui cui l’Aiga ha puntato nell’incontro di ieri con il ministro Severino, che si è tenuto poco dopo la sciopero nazionale proclamato dall’Oua.

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Priorità al tema dell’accesso
Per Dario Grego (eletto presidente al Congresso nazionale di Catania il 23 ottobre 2011, ma iscritto all’Aiga di Palermo dal 1995) per disegnare un futuro ‘sostenibile’ dell’avvocatura non si può prescindere dal tema dell’accesso alla professione. “ll ministro ci ha ascoltati e come sempre è stato cordiale e attento. La nostra proposta - spiega Greco - parte dall’Università e prevede 3 anni aperti a tutti e un biennio di specializzazione a numero programmato”, cinque anni in tutto, dunque, da cui poi decorrerebbero i 18 mesi di pratica presso gli studi. “Su questo però, ci hanno spiegato i tecnici di via Arenula, c’è un’opposizione del ministero dell’Istruzione che invece chiede che tutti e cinque gli anni siano liberi”. Così, per la specializzazione la soluzione avanzata dal ministero della Giustizia è un’altra: “Dopo la laurea un anno obbligatorio e a numero programmato di ‘scuola Bassanini’ per le professioni legali da computare nei 18 mesi di pratica”. E dunque? “Anche se non coincide con la nostra, abbiamo chiesto che venga fatto un provvedimento in merito”.

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Arretrato civile, l’altro tema fondamentale
L’altro aspetto affrontato è lo smaltimento dell’arretrato civile. E qui l’Aiga ha fatto una proposta forte che i tecnici “hanno ascoltato e giudicato interessante”. Per Greco “non si può iniziare un progetto di smaltimento senza intaccare le sopravvenienze, lo dice la storia delle sezioni stralcio, iniziate nel ’98 sono durate dieci anni ed alla fine l’arretrato si era riformato”. Da qui la proposta: “Togliere ai tribunali i decreti ingiuntivi, tutti provvedimenti senza contraddittorio che riempiono i palazzi di giustizia, affidandone l’emissione ai Consigli dell’ordine, sulla falsariga del decreto ingiuntivo europeo”.

“In questi casi - spiega Greco - il controllo del magistrato è meramente formale mentre le cancellerie vengono ingolfate da procedimenti di volontaria giurisdizione”. “Una strada da seguire, per esempio, per la nomina dell’amministratore di sostegno (spesso già competenza di un magistrato onorario) ma anche nelle separazioni consensuali”. Anche affidandoli agli ordini, chiarisce Greco, “rimarrebbe comunque ferma la possibilità di fare opposizione dinanzi al tribunale ed instaurare il contraddittorio”. Del resto, “i consigli dell’ordine hanno subito un progressivo svuotamento: dai procedimenti disciplinari alle parcelle, così tornerebbero fare qualcosa”.

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Governance della categoria da riformare per aprire ai giovani
Tornando al Congresso di domani, invece, il tema principale è la governance della categoria. Seppure “la crisi investe tutti i professionisti”, la spaccatura per età e dunque reddito nella categoria rimane forte. La strada perseguita dall’Aiga è quella di una maggiore rappresentanza da parte dei giovani negli organi di governo in modo da poter poi incidere sulle scelte. “I trentenni ed i quarantenni oggi sono esclusi dal governo della categoria. Perché, per esempio, richiedere la qualifica di cassazionista per essere eleggibile al Cnf oppure 10 anni di contribuzione per la rappresentanza nella Cassa forense. Questo vuol dire mettere fuori gioco i giovani.”

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No ai parametri e al taglio indiscriminato dei tribunali
Ma i punti di contatto con il Cnf non sono pochi, dalla abrogazione delle tariffe: “Puro marketing politico. I parametri sono tecnicamente sbagliati: non c’è uno scaglione per le cause di valore indeterminato, quanto vale per esempio una causa di divorzio? E comunque gli scaglioni sono troppo grandi, mettono insieme realtà eterogenee”. Sulla geografia giudiziaria: “Abbiamo sempre sostenuta la necessità di una razionalizzazione, ma come si possono chiudere, come in Campania, sedi distaccate più grandi di tanti tribunali, oppure sbarrare le porte del palazzo di giustizia di Rossano in Calabria? C’è bisogno di rivedere le tabelle approfondendo meglio i casi specifici”. Infine, il filtro in appello: “È un abominio giuridico, se il giudice deve dare una valutazione sui possibili esiti della controversia, tanto vale che scriva la sentenza”

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