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Gli effettivi costi della Mediazione

Gli effettivi costi della Mediazione - Mondo Mediazione


Una completa analisi sull'argomento "costo" della Mediazione



Articolo tratto da Altalex, visibile direttamente qui.




Quanto costa la mediazione?


Lunedì 10 Ottobre 2011
di Giovanni Matteucci


Il D.M. 145/2011, pubblicato sulla G.U. del 25 agosto 2011 ed entrato in vigore il giorno successivo, ha modificato in maniera non irrilevante il D.M. 180/2010. In particolare l’art. 16 di quest’ultimo, relativo ai criteri di deteminazione dell’indennità dei mediatori, ha ricevuto sostanziosi correttivi. In pratica è stato modificato (più precisamente, ridotto) il costo della mediazione, un elemento che i detrattori di quest’ultima avanzano ad ogni piè sospinto.

Ma quanto costa la mediazione, soprattutto quella obbligatoria? Ed è veramente più cara rispetto al ricorso alla tutela giurisdizionale?

Di seguito l’art. 16 del D.M. 180/2010, così come modificato dal D.M. 145/2011 (le parole sovrastate da una linea sono quelle abrogate, le altre in grasseto quelle nuove introdotte):

Art. 16

Criteri di determinazione dell'indennità

 

1. L'indennita' comprende le spese di avvio del procedimento e le spese di mediazione.

2. Per le spese di avvio, a valere sull'indennità complessiva, è dovuto da ciascuna parte un importo di euro 40,00 che è versato dall'istante al momento del deposito della domanda di mediazione e dalla parte chiamata alla mediazione al momento della sua adesione al procedimento.

3. Per le spese di mediazione è dovuto da ciascuna parte l'importo indicato nella tabella A allegata al presente decreto.

4. L'importo massimo delle spese di mediazione per ciascun scaglione di riferimento, come determinato a norma della medesima tabella A:

a) può essere aumentato in misura non superiore a un quinto tenuto conto della particolare importanza, complessità o difficoltà dell'affare;

b) deve essere aumentato in misura non superiore a un quinto un quarto in caso di successo della mediazione;

c) deve essere aumentato di un quinto nel caso di formulazione della proposta ai sensi dell'articolo 11 del decreto legislativo;

d) deve essere ridotto di un terzo nelle materie di cui all' articolo 5, comma 1, del decreto legislativo;

d) nelle materie di cui all’articolo 5, comma 1, del decreto legislativo, deve essere ridotto di un terzo per i primi sei scaglioni, e della metà per i restanti, salva la riduzione prevista dalla lettera e) del presente comma, e non si applica alcun altro aumento tra quelli previsti dal presente articolo ad eccezione di quello previsto dalla lettera b) del presente comma ;

e) deve essere ridotto di un terzo deve essere ridotto a euro quaranta per il primo scaglione e ad euro cinquanta per tutti gli altri scaglioni, ferma restando l’applicazione della lettera c) del presente comma quando nessuna delle controparti di quella che ha introdotto la mediazione, partecipa al procedimento.

5. Si considerano importi minimi quelli dovuti come massimi per il valore della lite ricompreso nello scaglione immediatamente precedente a quello effettivamente applicabile; l'importo minimo relativo al primo scaglione è liberamente determinato.

6. Gli importi dovuti per il singolo scaglione non si sommano in nessun caso tra loro.

7. Il valore della lite è indicato nella domanda di mediazione a norma del codice di procedura civile.

8. Qualora il valore risulti indeterminato, indeterminabile o vi sia una notevole divergenza tra le parti sulla stima, l'organismo decide il valore di riferimento e lo comunica alle parti.

8 Qualora il valore risulti indeterminato, indeterminabile, o vi sia una notevole divergenza tra le parti sulla stima, l’organismo decide il valore di riferimento, sino al limite di euro 250.000, e lo comunica alle parti. In ogni caso, se all’esito del procedimento di mediazione il valore risulta diverso, l’importo dell’indennità è dovuto secondo il corrispondente scaglione di riferimento.

9. Le spese di mediazione sono corrisposte prima dell'inizio del primo incontro di mediazione in misura non inferiore alla metà. Il regolamento di procedura dell’organismo può prevedere che le indennità debbano essere corrisposte per intero prima del rilascio del verbale di accordo di cui all’articolo 11 del decreto legislativo. In ogni caso, nelle ipotesi di cui all’articolo 5, comma 1, del decreto legislativo, l’organismo e il mediatore non possono rifiutarsi di svolgere la mediazione.

10. Le spese di mediazione comprendono anche l'onorario del mediatore per l'intero procedimento di mediazione, indipendentemente dal numero di incontri svolti. Esse rimangono fisse anche nel caso di mutamento del mediatore nel corso del procedimento ovvero di nomina di un collegio di mediatori, di nomina di uno o più mediatori ausiliari, ovvero di nomina di un diverso mediatore per la formulazione della proposta ai sensi dell' articolo 11 del decreto legislativo.

11. Le spese di mediazione indicate sono dovute in solido da ciascuna parte che ha aderito al procedimento.

12. Ai fini della corresponsione dell'indennità, quando più soggetti rappresentano un unico centro d'interessi si considerano come un'unica parte.

13. Gli organismi diversi da quelli costituiti dagli enti di diritto pubblico interno stabiliscono gli importi di cui al comma 3, ma restano fermi gli importi fissati dal comma 4, lettera d), per le materie di cui all'articolo 5, comma 1, del decreto legislativo. Resta altresì ferma ogni altra disposizione di cui al presente articolo.

14. Gli importi minimi delle indennità per ciascun scaglione di riferimento, come determinati a norma della tabella A allegata al presente decreto, sono derogabili.

 

Quindi, quando un soggetto in lite si presenta ad un organismo di mediazione e attiva la procedura, versa le spese di avvio, euro 40 + IVA. Se la parte invitata non si fa viva o comunica che non intende partecipare, il soggetto attivante versa altri euro 40+IVA se il valore indicato della controversia è fino ad euro 1.000, altrimenti versa euro 50+IVA. Alla data originariamente fissata per l’incontro il mediatore, constatata l’assenza della parte invitata, redigerà verbale di mancata presenza, una copia del quale consegnerà all’attivante.

Se invece si tratta di mediazione obbligatoria, ai sensi dell’art. 5 del D.Lgs. 28/2010, ed entrambe le parti si presentano, ognuna verserà le spese di avvio ed il compenso del mediatore, così come indicato nella tabella che segue. Nelle ultime tre colonne è riportato l’importo del contributo unificato, ex L. 111/2011.

I detrattori della mediazione civile sottolineano che le spese di quest’ultima gravano su tutte le parti della procedura, mentre il C.U. è solo a carico dell’istante. Troppo spesso dimenticano che, una volta pagate le spese della mediazione sopra indicate,NON CE NE SONO ALTRE (a meno della parcella del professionista da cui, per loro scelta, le parti si sono fatte assistere); e che nell’arco di due tre mesi, in genere, la procedura è conclusa, mentre per la controversia giudiziale a volte non bastano dieci anni (e “time is money”).

Altro elemento che troppo spesso viene, guarda caso, trascurato è il dettato dell’art. 20 del D.Lgs. 28/2010:

1. Alle parti che corrispondono l'indennità ai soggetti abilitati a svolgere il procedimento di mediazione presso gli organismi è riconosciuto, in caso di successodella mediazione, un credito d'imposta commisurato all'indennità stessa, fino a concorrenza di euro cinquecento, determinato secondo quanto disposto dai commi 2 e 3. In caso di insuccesso della mediazione, il credito d'imposta è ridotto della metà.”.

L’importo del credito di imposta effettivamente spettante viene comunicato al contribuente dal Ministero della Giustizia.

In sostanza, nelle mediazioni obbligatorie relative a controversie di valore fino ad euro 50.000, a ciascuna delle parti che si presentano e raggiungono un accordo la procedura potrebbe venire a costare ZERO euro. E per le controversie con valore fino ad euro 250.000, il costo potrebbe essere di euro 300 circa.

Si spera in questo modo di aver chiarito che uno degli elementi portati avanti contro la mediazione civile dai suoi detrattori, il costo, non ha ragion d’essere. Dopo aver incassato i pareri positivi da parte del Parlamento Europeo nei confronti della normativa italiana, ci sono da attendere il giudizio della Consulta e quello del Lussemburgo. Dopodiché si spera che le diatribe verrano quanto meno ridotte, se non relegate nel dimenticatoio.

 

Prossima scadenza il 5 novembre 2011, data entro cui i mediatori che hanno seguito il corso di ore 40+4 dovranno effettuare l’aggiornamento di 10 ore.

 

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