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Giustizia ordinaria e Mediazione Civile nell'attività aziendale

Giustizia ordinaria e Mediazione Civile nell'attività aziendale - Mondo Mediazione

Un secondo contributo del Professor Possieri, raffronta la Giustizia ordinaria con la Mediazione civile nell'attività aziendale, in particolare nel settore bancario





Estratto dell'articolo scritto dal Professor Luca Possieri, scaricabile interamente in fondo alla pagina. Questo contributo, già pubblicato sul sito di AMCI, è estratto da " Temi di Mediazione, Arbitrato e Risoluzione Alternativa delle controversie (A.D.R.) Vol. 3" edito dalla Università degli Studi E-Campus, Coordinamento scientifico Avv. Prof. Damiano Marinelli.




Giustizia ordinaria e mediazione civile nell’attività aziendale, con particolare riferimento al settore bancario



Prof. Luca Possieri


I dati sempre più preoccupanti della giustizia civile in Italia testimoniano l’ormai imprescindibile ricorso alle procedure stragiudiziali di composizione delle controversie. Il settore commerciale e quello delle imprese soffrono, nell’ambito di una crisi economica globale rispetto alla quale la ripresa appare particolarmente lunga e difficile, le criticità del sistema giustizia in termini di tempi e costi. Il contenzioso compromette l’immagine delle imprese sul mercato, riducendone la competitività. I costi giuridici ne appesantiscono i bilanci, impedendone la crescita e alimentando un già diffuso “nanismo” industriale. L’incertezza giuridica, il rischio contrattuale, i costi del credito inibiscono la nascita di nuove imprese anche e soprattutto bloccando l’ingresso di capitali stranieri e determinano
a volte il fallimento di alcune per crisi di liquidità dovute ai farraginosi meccanismi di recupero del credito. In questo contesto le banche dovrebbero svolgere un importante ruolo di volano di sviluppo e alimentazione del circuito fonti e impieghi, in un rapporto di fiducia con la clientela sia essa costituita dai privati che dalle imprese. L’abbattimento del contenzioso e della conflittualità attraverso pratiche conciliative ed il ricorso alla mediazione, anche e soprattutto non autoreferenziale, segna una speranza in questo senso. Meccanismi efficaci di definizione delle liti attraverso le tecniche di A.D.R. incentivano il rispetto dei principi di trasparenza e correttezza nelle relazioni con la clientela, migliorando la fiducia del pubblico nei prestatori di servizi bancari e finanziari, costituendo una barriera ai rischi legali e reputazionali con chiari benefici in termini di stabilità di tutto il sistema finanziario nel suo complesso.


Parole chiave : Giustizia civile, impresa, mercato del credito, costi giuridici, certezza del diritto, settore bancario e finanziario, ABF, Ombudsman, Conciliatore Bancario, Mediazione Civile, mediatore in materia bancaria.



1 introduzione

Dopo l’emanazione del D.M. 180/2010, attuativo del D.Lgs 28/2010, l’istituto della mediazione civile inizia a farsi strada anche nel mondo imprenditoriale divenendo lo strumento principe per la risoluzione rapida ed efficiente delle controversie. Se solo si pensa al numero di conflitti che riguardano ad esempio, affitto di aziende, locazione, comodato, successioni, patti di famiglia, contratti assicurativi, bancari e finanziari – che sono solo una parte delle materie in cui il ricorso alla mediazione è obbligatorio – si comprende quanto sia importante per le aziende italiane conoscere quali saranno gli effetti della c.d. “rivoluzione” che la mediazione rappresenta. Le imprese italiane, in un momento storico in cui la crisi economica non gioca a favore degli inutili e costosi sprechi di tempo e risorse, potranno trovare nel nuovo istituto giuridico un alleato e una risorsa da cui trarre enormi vantaggi in termini di tempo e di costi. La crisi della giustizia e la necessità di cercare nuove soluzioni per una più rapida ed efficace tutela dei diritti, hanno indotto operatori ed esperti ad avvicinarsi con sempre maggiore interesse alle procedure di A.D.R. ( Alternative dispute resolution), quelle procedure cioè che, per la loro caratteristica di rapidità, economicità e semplicità, permettono di ridurre i tempi del giudizio, le spese processuali e la litigiosità delle parti, attraverso efficienti ed efficaci soluzioni negoziali. Un impiego costante e differenziato degli A.D.R. rappresenta, nella esperienza straniera, un fattore di sviluppo del sistema economico ed un elemento di attrattività e sicurezza degli investimenti stranieri.
L’inefficienza del nostro sistema giudiziario crea sempre più incertezza delle situazioni giuridiche e degli scambi commerciali, rallentando gli investimenti produttivi, soprattutto quelli di provenienza straniera. Il contenzioso, infatti, compromette fortemente l’immagine pubblica e la reputazione dell’impresa sul mercato, riducendo anche la competitività sia della stessa impresa che del sistema paese nel suo complesso. A questo si aggiunga che il costo “giuridico”, come vedremo, gravante sugli operatori di mercato utenti del servizio giustizia, risulta essere un costo aggiuntivo che, per dimensioni e diffusione, è assolutamente sconosciuto ai competitors stranieri. In questo quadro il settore bancario si evidenzia per le necessarie caratteristiche di trasparenza e fiducia da parte dei clienti-utilizzatori dei propri prodotti e servizi, rafforzate e ulteriormente rafforzabili, queste, da un sistema efficiente ed efficace di composizione stragiudiziale delle controversie, sia attraverso organismi creati e gestiti in seno al settore bancario e finanziario stesso, che attraverso organismi completamente terzi rispondenti alle direttive della nuova normativa in materia di Mediazione Civile.



2 La giustizia civile italiana in cifre

Per una riflessione significativa in merito alle dinamiche del mondo delle imprese e del settore bancario in particolare, ed alle ricadute di una non efficiente gestione della giustizia civile ordinaria e delle possibilità di miglioramento del sistema date dalle tecniche stragiudiziali di composizione delle controversie, è opportuno condurre una breve analisi e citare qualche dato. A tal proposito risulta molto dettagliata e ricca di numeri la relazione del primo presidente della Corte di Cassazione, Vincenzo Carbone, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario [1]. In sintesi alcune delle cifre più significative: 1.210 giorni per recuperare un credito; 1.549 giorni la durata media dei giudizi civili davanti alle Corti d’appello; 740 giorni per un giudizio di separazione; 267 milioni di euro di risarcimenti per la lentezza dei processi; 2,3 miliardi di euro il costo della lentezza della giustizia per le imprese. Ma secondo il presidente Carbone la durata eccessiva dei processi non dipende dai giudici italiani – la cui capacità pro-capite di definizione degli affari civili è doppia rispetto a quella degli altri grandi Paesi europei – bensì dall’abuso del ricorso al processo e dalla litigiosità degli italiani. Per quanto riguarda la durata dei processi, l’Italia risulta al 156mo posto al mondo nella classifica 2010 della Banca mondiale relativamente a tempi e costi della giustizia civile.

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[1] Relazione del primo presidente della Corte di Cassazione in occasione dell’inaugurazione dell’Anno Giudiziario 2011.


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