Home » News ADR » Fioravante Bosco (UIL) sulla Mediazione Civile

Fioravante Bosco (UIL) sulla Mediazione Civile

Fioravante Bosco (UIL) sulla Mediazione Civile - Mondo Mediazione

.

Ulteriore analisi della Sentenza della Corte Costituzionale

.

.

.

.

.

Articolo tratto da L'Informatore Sannita, visibile direttamente qui.

.

.

.

Fioravante Bosco (UIL) sulla mediazione civile

.

.

.

Lunedì 10 Dicembre 2012

.

.

La Corte Costituzionale ha pubblicato la sentenza n. 272 del 24.10.2012 con cui dichiara l’incostituzionalità dell’obbligatorietà della mediazione civile. La Corte si è pronunciata solo sull’eccesso di delega, cosicché ogni altro profilo rimane assorbito dalla questione principale. La Consulta sottolinea che nel nostro ordinamento il legislatore delegato mantiene una certa autonomia decisionale nella redazione del testo normativo, ma deve attenersi alle linee guida delineate dalla legge delega approvata dal Parlamento. In poche parole non era necessario che l’obbligatorietà della mediazione fosse espressamente inserita nella legge delega n. 69/2009, ma che la si evincesse anche in maniera implicita. La Corte, quindi, analizza tutta la normativa comunitaria e nazionale nel cui ambito è nato il decreto legislativo n. 28/2010 per verificare la sussistenza o meno di un implicito richiamo all’obbligatorietà della mediazione civile. Dall’esame della normativa europea (dalla Direttiva 2008/52/CE fino alla pronuncia della Corte di Giustizia nelle cause riunite n. C-317/08, C-318/08, C-319/08, C- 320/08), si denota come questa rimanga neutrale rispetto alla scelta di un sistema di mediazione obbligatorio o facoltativo. Scelta che viene demandata all’autonoma decisione del legislatore nazionale. Per quanto riguarda la normativa nazionale, sottolinea la Consulta, la legge delega nasce con un evidente richiamo al previgente modello della conciliazione societaria su base facoltativa. Tale circostanza avvalora l’ipotesi che il legislatore delegante aveva in mente anche per la mediazione civile un analogo carattere facoltativo e nulla contrasta con tale interpretazione. Inoltre, la legge delega, all’art. 60, nel prevedere per gli avvocati l’obbligo di informare i propri clienti in merito alla mediazione, parla di “… informare l’assistito della possibilità di avvalersi dell’istituto della conciliazione …” e non dell’obbligo. La Consulta, infine, respinge l’accostamento della fattispecie in questione con quella decisa con la sentenza n. 276 del 2000. In quel caso si trattava di verificare la costituzionalità del tentativo obbligatorio di conciliazione nelle controversie in materia di lavoro. All’epoca il contesto della riforma introdotta con il decreto legislativo n. 80/1998 e l’esame della normativa previgente consentirono alla Consulta di respingere i rilievi di incostituzionalità sollevati. In sintesi la Consulta sancisce l’incostituzionalità del tentativo obbligatorio di mediazione, previsto dall’art. 5, comma 1, del decreto legislativo n. 28/2010, per eccesso di delega e violazione degli articoli 76 e 77 della Costituzione e non si pronuncia su altri profili. Quindi, dalla prossima pubblicazione della sentenza in Gazzetta Ufficiale, la mediazione sarà facoltativa, come specificato anche dal ministero della Giustizia con la circolare del 12 novembre scorso, e crolleranno così le fondamenta dell’istituto entrato in vigore il 21 marzo 2011. Unica speranza, per i quasi mille organismi di conciliazione, resta un futuro intervento governativo, reso possibile dal fatto che la Consulta si sofferma esclusivamente sul vizio formale derivante dall’eccesso di delega, facendo anche un richiamo ai principi dettati dall’Europa in tema di mediazione, ma senza entrare nel merito della disciplina. In conclusione, sembra che la Consulta abbia analizzato correttamente la situazione adottando una decisione ampiamente prevedibile, conseguenza di una forzatura del Governo nella redazione del decreto legislativo n. 28/2010. Oggi non è agevole capire la posizione della Corte sugli altri aspetti sollevati da chi è contrario alla mediazione obbligatoria. E’ auspicabile che, indipendentemente da nuovi possibili interventi legislativi, vi sia il contribuito di tutti, a partire dagli avvocati, per introdurre anche in Italia un qualificato ed efficace sistema di risoluzione alternativa delle dispute.

 .
* Fioravante Bosco è anche mediatore della Camera di Commercio di Benevento

.

commenti (0)

Contatti

Contatti - Mondo Mediazione

Chi siamo

Chi siamo - Mondo Mediazione

News

News - Mondo Mediazione

Newsletter

Newsletter - Mondo Mediazione