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Esente da IVA l'attività di formazione per "mediatori professionisti"

Esente da IVA l'attività di formazione per "mediatori professionisti" - Mondo Mediazione
Tratto da Eutekne.info il quotidiano del Commercialista, l'articolo esamina la Risoluzione n. 47 dell'Agenzia delle Entrate.

Articolo tratto da Eutekne.info il quotidiano del commercialista del giorno 18 Aprile 2011 e consultabile direttamente qui


Lo chiarisce la ris. 47, per i corsi degli organismi accreditati ai sensi del DM n. 222/2004 e iscritti di diritto nel registro previsto dal DM 180/2010

REDAZIONE
Martedì 19 aprile 2011


Sono esenti da IVA le prestazioni didattiche fornite dagli enti abilitati a svolgere l’attività di formazione per “mediatori professionisti”, iscritti nel registro previsto dal DM 23 luglio 2004 n. 222.
Questo, in sintesi, il chiarimento contenuto nella risoluzione n. 47 dell’Agenzia delle Entrate di ieri, in risposta a un’istanza di interpello diretta a sapere se le quote di iscrizione all’attività formativa svolta dall’ente (nella specie, la Camera arbitrale e di conciliazione dell’Ordine locale degli avvocati) debbano essere assoggettate a IVA con l’aliquota IVA ordinaria (20%) ovvero rientrino del regime di esenzione previsto dall’art. 10, comma 1, n. 20) del DPR 633/72 per le prestazioni educative e didattiche, comprese quelle per la formazione, l’aggiornamento, la riqualificazione e riconversione professionale, rese da istituti o scuole riconosciuti da pubbliche amministrazioni e da ONLUS.
Per l’Agenzia, i proventi derivanti dallo svolgimento dei corsi beneficiano dell’esenzione da IVA. Infatti – precisa la risoluzione in commento – l’art. 10, comma 1, n. 20) del DPR 633/72 subordina la citata agevolazione al verificarsi di due requisiti, ossia:
- quello oggettivo: le prestazioni devono essere di natura educativa dell’infanzia e della gioventù o didattica, compresa l’attività di formazione, aggiornamento, riqualificazione e riconversione professionale;
- quello soggettivo: le prestazioni devono essere rese da istituti o scuole riconosciuti da pubbliche amministrazioni.
Con riferimento al secondo requisito, la ris. n. 53 del 15 marzo 2007 ha precisato che:
- la terminologia usata dalla norma (che parla di “istituti o scuole”) ha “valore meramente descrittivo” e non indica tassativamente i soggetti ammessi a fruire del regime di esenzione;
- quest’ultimo si applica anche se il riconoscimento degli istituti o scuole è effettuato, per ragioni di specifica competenza, da un’amministrazione dello Stato che non sia quella scolastica;
- il riconoscimento deve riguardare specificamente il corso educativo o didattico che l’organismo intende realizzare.
La ris. n. 48/2011 di ieri sottolinea, inoltre, che anche le disposizioni comunitarie che disciplinano, ai fini IVA, le prestazioni concernenti l’educazione dell’infanzia e della gioventù, l’insegnamento scolastico e universitario, la formazione e riqualificazione professionale, nello stabilire il trattamento di esenzione, individuano i soggetti ammessi a tale regime con la generica dizione di “organismi”, specificando che devono avere natura di diritto pubblico o essere riconosciuti dallo Stato come aventi finalità didattiche (art. 132, primo comma, lettera i), della Direttiva n. 2006/112/CE).
Si tratta di corsi autorizzati dal Ministero della Giustizia.
Partendo da questi presupposti, l’Amministrazione finanziaria ritiene che i corsi di formazione organizzati dalla “Camera arbitrale e di conciliazione”, secondo quanto risulta dall’istanza di interpello, soddisfano il requisito del “riconoscimento” richiesto dall’art. 10, comma 1, n. 20) del DPR 633/72, poiché si tratta di corsi autorizzati dal Ministero della Giustizia e, quindi, assoggettati alla sua attività di controllo e vigilanza.
Inoltre, a suffragare tale interpretazione è il DM n. 180/2010, il quale, oltre a determinare criteri e modalità d’iscrizione e tenuta del registro degli organismi di mediazione e dell’elenco dei formatori per la mediazione, considera iscritti di diritto, e dunque autorizzati, gli organismi già accreditati ai sensi del citato DM n. 222/2004, tra i quali rientra la Camera arbitrale e di conciliazione oggetto dell’istanza di interpello.
 




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