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Dalla protesta alla proposta

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Fallita la via dell'astensionismo, sembra che l'Avvocatura cerchi di cambiare strategia



Articolo tratto da Diritto24, visibile direttamente qui.



Avvocati: fallita la via dell'astensionismo si passa dalla protesta alla proposta

Venerdì 16 Settembre 2011
di Patrizia Maciocchi



Avvocati a raccolta il 6 e 7 ottobre per due giornate di “proposta” da tenere in tutti i distretti giudiziari d’Italia sulle "orme" dei cambiamenti imposti dalla Manovra. E' questa la proposta emersa nel corso di un'incontro con i presidenti degli Ordini, convocati a Roma dall'Organismo unitario dell'avvocatura.

Il fallimento dell’astensionismo - I legali sembrano intenzionati a cambiare strategia e abbandonare la strada della protesta e delle astensioni, scegliendo di attirare l’attenzione ricorrendo a toni più bassi, parlando, possibilmente, la stessa lingua. Questo lo stato d’animo prevalente emerso nel corso dell’incontro con i presidenti degli Ordini nazionali che si è tenuto a Roma.
“La politica dell’astensionismo si è rivelata un flop, al pari di altre forme di protesta, come hanno dimostrato i dati – avverte il presidente dell’Ordine di Roma Antonio Conte – gli stessi penalisti, di solito propensi a percorrere questa strada, nell’ultima occasione sono stati molti critici sulla scelta. Il nostro maggiore rischio è quello di un completo scollamento della base dagli organismi di rappresentanza. Per evitarlo dobbiamo rimettere le spade nel fodero e trovarci attorno a un tavolo con Oua e Cnf. E’ necessario scardinare il binomio avvocati uguale casta che automaticamente scatta nella mente dei cittadini quando si parla della nostra categoria. Siamo in un clima da ultima chiamata – conclude Conte - se non agiamo di conseguenza siamo al tramonto”.
Dal consigliere-segretario del Consiglio nazionale forense Andrea Mascherin arriva l'invito a percorrere la strada della proposta costruttiva abbandonando quella della protesta sterile.

La via della proposta - Un auspicio che sembra essere accolto. Archiviata l’idea dello sciopero il presidente dell’Oua Maurizio de Tilla annuncia l’intenzione di chiedere un incontro con il neo ministro della giustizia Nitto Palma per mettere sul tappeto le preoccupazioni dell’avvocatura per la prevista chiusura dei “tribunali minori”, gli interventi sulla procedura civile e il timore di un’equiparazione tra professionisti e mondo delle imprese. Anche se, sull’ultimo punto, c’è chi vede il bicchiere mezzo vuoto e chi lo vede mezzo pieno. Legge le previsioni della manovra in chiave più rassicurante il segretario del Consiglio nazionale forense Andrea Mascherin.
“Se analizziamo la manovra da giuristi – avverte Mascherin – non possiamo non vedere gli aspetti tranquillizzanti rispetto alla prima stesura del 15 luglio in cui si abolivano tutto dalle incompatibilità agli ordini. Nel testo attuale è evidente la distinzione tra professionisti e imprese, con una lettura in chiave negativa – continua Mascherin – si può parlare di inserimento nella sezione delle attività economiche, ma sempre autonomamente regolamentate. Dobbiamo dare per scontato che non siamo imprese. Qualunque diverso atteggiamento è perdente”.
Meno ottimista il presidente dell’Oua Maurizio de Tilla che paventa sia l’abolizione degli Ordini sia il rischio che venga snaturato quanto previsto dalla riforma sull’ordinamento.

La campagna pro-avvocati - Ancora più allertato è il presidente dell’Ordine di Milano Paolo Giuggioli che chiede soldi al Cnf e agli Ordini stessi per finanziare una campagna pro-avvocati. “Siamo in un momento drammatico – afferma Giuggioli – corriamo il rischio di essere eliminati. Personalmente ho scritto a Tremonti ma non è servito. Dobbiamo fare qualcosa di serio per lasciare che la nostra professione resti come l’abbiamo disegnata. Chiediamo al Cnf e agli Ordini di finanziare un incontro con la stampa e i cittadini per spiegare il nostro ruolo a tutela di diritti che ogni giorno vengono violati. Se serve andiamo a ricordarlo anche a Montecitorio. Ne va della nostra sopravvivenza”

Le circoscrizioni giudiziarie - Ancora dal segretario Mascherin l'invito a predisporre soluzioni. A cominciare dalle circoscrizioni giudiziarie: il primo banco di prova sarà quello delle circoscrizioni giudiziarie. Con circolare n. 21-C-2011 del 7 settembre scorso, il Cnf ha avviato la raccolta dei dati presso circa 50 Ordini sub-provinciali che una commissione istituita ad hoc con Cnf, Ordini e analisti, coordinata da Enrico Merli, elaborerà “per sviluppare modelli di efficienza sui quali l’avvocatura potrà discutere in un confronto leale e senza pregiudizi con il ministro della giustizia”, ha spiegato Mascherin.
Il segretario Cnf ha evidenziato anche gli aspetti critici delle manovre di luglio e di agosto, ingiustificatamente punitive nei confronti dei cittadini prima ancora che degli avvocati, come la previsione di sanzioni per chi non si presenta in mediazione e l’aumento a tappeto del contributo unificato. Senza contare l’inadeguatezza del metodo di inserire norme spot in materia di giustizia in decreti leggi approvati a colpi di fiducia al di fuori di un disegno complessivo.

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