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Contro la Mediazione Civile

Contro la Mediazione Civile - Mondo Mediazione


Malumori specialmente nei confronti della Mediazione Civile, uscita rafforzata dalle norme introdotte dalla Manovra



Articolo tratto dal Corriere della Sera, visibile direttamente qui.


Riforme. Avvocati di nuovo sul piede di guerra

Consensi al dietrofront governativo sull’esame di Stato
Ma non piace l’ulteriore spinta data alla mediazione civile


Giovedì 15 Settembre 2011
di Isidoro Trovato


Agli avvocati la manovra non è piaciuta. Con sfumature più o meno negative (e con i relativi distinguo) la categoria mostra il pollice verso all’impianto varato dal governo, specialmente per quanto riguarda la parte legata alle liberalizzazioni delle professioni. «L’Europa - attacca Maurizio de Tilla, presidente dell’Oua - ci chiede misure ferme per rassicurare i mercati e invece il governo coglie l’occasione per inserire di tutto dentro la manovra, comprese materie come la giustizia e la riforma delle professioni, che meritavano di essere trattate in altri ambiti, senza approssimazioni e senza interventi punitivi nei confronti dei professionisti, e in particolare degli avvocati, nonché evitando di danneggiare ulteriormente il già malandato sistema-giustizia e i diritti dei cittadini. È un passo indietro, un grave arretramento per la necessaria modernizzazione e riforma della giustizia e delle professioni».

Il giudizio complessivo rimane abbastanza negativo anche per i Consiglio nazionale forense (tradizionalmente più misurato dell’Oua). Si tratta di una bocciatura più orientata al metodo che al merito. «Per quanto ci riguarda - spiega il presidente del Cnf Guido Alpa - il governo ha proceduto a modificare le regole dell’amministrazione della giustizia e le regole della professione forense nell’ambito di provvedimenti destinati a promuovere lo sviluppo economico e a risanare la crisi dei mercati, senza connessione alcuna tra il risanamento e i settori di nostra competenza. Questo modo di procedere, che introduce nell’ordinamento norme erratiche che non rientrano in un progetto organico di regolamentazione di materie così rilevanti e tecnicamente complesse, è stato più volte segnalato e criticato dal Consiglio Nazionale Forense».

«Non siamo imprese»
Nel testo finale delle liberalizzazioni però è scomparso il riferimento all’articolo 41 della Costituzione, il che significa aver preservato gli esami di Stato e l’intero sistema ordinistico. Ma per l’Oua non basta. «Nella manovra economica rimane forte l’attacco alle libere professioni - insiste de Tilla - con una forzata e ingiusta equiparazione alle imprese: gli avvocati, come i medici e i notai, non sono imprenditori, perché tutelano diritti sanciti costituzionalmente».

Su questo punto è diversa l’interpretazione di Guido Alpa: «non c’ è dubbio che i due decreti abbiano conservato il sistema ordinamentale, la cui scomparsa avrebbe comportato una assurda modifica dell’assetto delle professioni e di quella forense in particolare, in contrasto con tutti gli ordinamenti vigenti nell’Unione europea con eccezione della sola Finlandia». E la distinzione tra professionisti e imprese? «È stata mantenuta - risponde il presidente del Cnf - nell’ambito della libera concorrenza».

La conciliazione
Ma la fonte principale del malumore dell’Oua rimane sempre l’introduzione della mediazione civile che è uscita rafforzata dalla manovra. «È grave e vergognoso - denuncia de Tilla - che sia stata inserita una norma che prevede il pagamento raddoppiato del contributo unificato per i cittadini che non intendono avvalersi nell’ambito della loro libertà della mediazione civile. Oltretutto, è bene ricordarlo, questo sistema è all’esame della Corte costituzionale per eccesso di delega, perché limita l’accesso alla giustizia e per i palesi conflitti di interessi degli enti di conciliazione privati». La battaglia sta per ricominciare.

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