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Consulta, la legge delega non prevede l'obbligatorietà della Mediazione

Consulta, la legge delega non prevede l'obbligatorietà della Mediazione - Mondo Mediazione

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Questo è quanto si legge nella Sentenza 272 depositata oggi dalla Corte Costituzionale

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Articolo tratto da ItaliaOggi, visibile direttamente qui.

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Consulta, la legge delega non prevede l'obbligarietà della mediazione

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Giovedì 6 Dicembre 2012

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La legge di delega al governo "non esplicita in alcun modo la previsione del carattere obbligatorio della mediazione finalizzata alla conciliazione". E' quanto si legge nella sentenza n. 272, depositata oggi, con cui la Corte Costituzionale giudica costituzionalmente illegittima l'obbligatorietà della mediazione civile per eccesso di delega. L'eccesso di delega, scrive la Consulta, "sussiste in relazione al carattere obbligatorio dell'istituto di conciliazione e alla conseguente strutturazione della relativa procedura come condizione di procedibilità della domanda giudiziale delle controversie".

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Prendendo in considerazione otto diverse ordinanze di rimessione giunte dal Tar del Lazio, dai giudici di pace di Catanzaro (due ordinanze), Recco, Salerno, Parla, e dai Tribunali di Torino e Genova, la Corte ha stabilito che sono stati violati gli articoli 76 e 77 della Costituzione, relativi ai criteri in base ai quali il governo può essere delegato dal Parlamento a legiferare.

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La "legge delega, tra i principi e criteri direttivi di cui all'articolo 60, comma 3, non esplicita in alcun modo la previsione del carattere obbligatorio della mediazione finalizzata alla conciliazione", dichiara la sentenza. Anzi, su questo punto, il testo normativo "che per altri aspetti dell'istituto si rivela abbastanza dettagliato, risulta del tutto silente". Inoltre, rileva la Corte, se "la finalità ispiratrice" della mediazione è quella di "individuare misure alternative per la definizione delle controversie civili e commerciali, anche al fine di ridurre il contenzioso gravante sui giudici professionali", "il carattere obbligatorio della mediazione non è intrinseco alla sua ratio, come agevolmente si desume dalla previsione di altri moduli procedimentali (facoltativi o disposti su invito del giudice), del pari ritenuti idonei a perseguire effetti deflattivi e quindi volti a semplificare e migliorare l'accesso alla giustizia".

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Il testo della delega richiamava anche al rispetto e alla coerenza con la normativa europea in materia di conciliazione. Per questo la sentenza della Consulta compie una ricognizione delle norme Ue, concludendo però "dai richiamati atti dell'Unione europea non si desume alcuna esplicita o implicita opzione a favore del carattere obbligatorio dell'istituto della mediazione". "Ne deriva che l'opzione a favore del modello di mediazione obbligatoria, operata dalla normativa censurata - sottolinea la Consulta - non può trovare fondamento nella citata disciplina".

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