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CNF: Comunicato stampa del 23 Giugno

CNF: Comunicato stampa del 23 Giugno - Mondo Mediazione


Il commento del CNF all'analisi del Centro Studi di Confindustria



Tratto dal sito del
Consiglio Nazionale Forense, visibile direttamente qui.




GIUSTIZIA CIVILE, ALPA (CNF): “BASTA CON LE FACILI ASSOCIAZIONI NUMERO DI AVVOCATI-PROCESSI LENTI. OCCORRE FARE CHIAREZZA SU DATI E RESPONSABILITÀI TEMPI DELLA GIUSTIZIA NON SI ACCORCIANO CON I DIKTAT NORMATIVI MA È TUTTO IL SISTEMA CHE DEVE REAGIRE”.

23/06/2011 - Il presidente del Consiglio nazionale forense commenta l’analisi diffusa oggi dal Centro studi di Confindustria.

Roma. “Occorre discutere seriamente dell’economia della giustizia, senza pregiudizi, senza condizionamenti e senza presunzioni di mala fede”.
Così il presidente del Consiglio nazionale forense Guido Alpa ribatte a Confindustria che in un seminario oggi a Roma ha reso noto uno studio del suo Centro studi sul peso che in termini di minore crescita del Pil nazionale esercita la lunghezza dei processi.
“Il Cnf sta organizzando, prima del periodo feriale, una riflessione correttiva con i rappresentanti delle categorie che operano nell’amministrazione giustizia e con i rappresentanti degli utenti. Dobbiamo fare chiarezza: sui numeri, i procedimenti pendenti, i tempi, il personale, le risorse- sulle strategie, sulle tecniche di intervento. Già si è fatto molto nei testi normativi ed ancora pochi giorni fa si è presentato un utile, ma non risolutivo, progetto di semplificazione dei riti. Non basta”, avverte Alpa che continua: “I tempi della giustizia non si accorciano con diktat legislativi. E’ tutto il sistema che deve reagire, in modo coordinato e sistematico, mettendo in campo competenze e disponibilità; best practices, risorse finanziarie, risorse umane, management. L’incidenza della lentezza dei processi certamente incide sul ritardo nello sviluppo economico, ma non è né l’unica causa né quella determinante.
Finiamola con le facili associazioni: in Inghilterra il numero dei solicitors è salito a 150mila che, con i 20mila barristers, si avvicinano al numero degli avvocati italiani. Là il sistema funziona in modo efficiente e il numero degli avvocati non c’entra proprio. Scriviamo cose serie per progettare iniziative serie. L’avvocatura farà la sua parte”.


Claudia Morelli Responsabile
Comunicazione e rapporti con i Media


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