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CCIAA, i risparmi con la Mediazione

CCIAA, i risparmi con la Mediazione - Mondo Mediazione

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Oltre 30.000 propcedimenti depositati presso gli sportelli delle Camere di commercio

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Articolo tratto da Diritto24, visibile direttamente qui.

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Mediaconciliazione, 123 milioni di risparmi con le camere di commercio

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Mercoledì 10 Ottobre 2012

Guida al Diritto

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Sono oltre 30 mila i procedimenti depositati presso le 101 Camere di commercio iscritte al Registro del Ministero della Giustizia, 55 al giorno, di cui il 16% risolti in soli 47 giorni lavorativi, con un risparmio stimato di 123 milioni di euro per un valore medio a conciliazione di 96 mila euro. A fare il bilancio di un anno e mezzo di mediazione obbligatoria è Unioncamere, in occasione della 9° edizione della Settimana nazionale della Conciliazione in tutte le Camere di commercio italiane, un sistema che rappresenta oggi il 12% del totale degli organismi abilitati a dirimere le controversie in maniera 'pacifica’ al di fuori delle aule dei Tribunali. Sebbene gli sportelli di conciliazione camerali abbiano gestito in questo periodo il 17,5% dei procedimenti depositati. Se, infatti, si applicasse lo stesso esercizio alla quota dei procedimenti conclusi con successo gestiti da tutti gli organismi di mediazione iscritti al registro del ministero della Giustizia, allora il risparmio stimato salirebbe addirittura a oltre 480 milioni di euro.

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I numeri
Dal 21 marzo 2011 al 30 settembre 2012 sono state 60mila le persone tra imprese e consumatori rivolte al sistema camerale, più di un terzo con procedimenti depositati presso le Camere del Nord Est, un quarto nel Nord Ovest e del Mezzogiorno e il 19% al Centro. Le materie più discusse e risolte sono diritti reali, locazione e risarcimento danni da circolazione veicoli e natanti.

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I professionisti della mediazione
In Italia sono 40mila i mediatori che lavorano all'interno dei 862 organismi abilitati, un "esercito" cresciuto in modo esponenziale visto che nel 2007 erano appena 144. Il 58,6% proviene dall'avvocatura, il 21% è dottore commercialista e il 15,7% appartiene ad altre professioni. Il 2010 secondo i dati dell'indagine Unioncamere-Consorzio AAster ha fatto da vero spartiacque tra chi lo fa per passione e chi invece per professione.

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La provenienza
Tra i mediatori pre-2010, infatti, le motivazioni orientate al guadagno erano al 9,7% salite ora al 26,7% dove ad aumentare è anche la quota di scelte per "ripiego". Insomma i nuovi accreditati presentano un profilo meno idealista e più orientato al mercato e alle speranze di carriera e guadagno. E forse a buona ragione, visto che il fascino del mestiere di mediatore non accenna a diminuire: secondo la ricerca, il 27,6% tra avvocati, commercialisti e notai ha intenzione di conseguire l'abilitazione, il 69% di volersi dedicare a questa attività e solo l'8,7% si dichiara deluso dell'esperienza fatta. È la velocità di risoluzione dei conflitti a rappresentare il principale vantaggio, con il 74,3% dei mediatori che si dichiara soddisfatto del funzionamento di questa forma di giustizia alternativa.

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Dardanello: un impegno decennale
Soddisfatto dei risultati il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello, secondo cui "la riforma della mediazione civile e commerciale ha finalmente introdotto con piena dignità questo strumento nel nostro ordinamento giuridico. I risultati dell'attività delle Camere di commercio che proponiamo oggi danno pieno conto di un impegno più che decennale a favore di una giustizia più a misura della società moderna, costruita sul dialogo anziché sullo scontro".

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Vietti, risultati soddisfacenti
"I dati presentati oggi dal sistema camerale sono molto soddisfacenti e dimostrano che la mediazione, nonostante qualche previsione pessimistica, funziona per un numero sempre più ampio di contenziosi e in tempi celeri". Lo ha detto il vicepresidente del Csm, Michele Vietti. "Per quanto riguarda il sistema giudiziario - ha precisato Vietti - è uno strumento a cui guardare con grande favore perché favorisce la deflazione della domanda processuale, che purtroppo intasa il nostro sistema e che dà risposte in tempi irragionevoli". Sul fatto che la mediazione stia diventando un business, Vietti ha risposto "non so se lo sia o meno, ma sembra che i costi siano alquanto calmierati, e penso che la preoccupazione di chi fa parte degli organismi che fanno conciliazione debba avviarsi ad una sempre maggiore specializzazione".

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Alpa, si punti sugli arbitrati degli avvocati
“Per garantire una giustizia veloce, in un percorso alternativo, meglio puntare sugli arbitrati. I Consigli dell'Ordine forense potrebbero istituire camere arbitrali, l'accesso dei cittadini potrebbe essere favorito con contributi agevolati e si darebbe fiato alla giurisdizione". È questa la proposta avanzata dal presidente del Consiglio nazionale forense Guido Alpa nel suo intervento.
“La cultura della mediazione deve essere diffusa – ha proseguito Alpa -, ma il sistema disegnato finora richiede più di una modifica e l'esperimento andrà ripensato. A partire dalle necessità di espungere dal novero delle materie affidabili alla mediazione quelle ad alta tecnicalità". "L'arbitrato offerto dagli avvocati darebbe al cittadino la qualità necessaria nella soddisfazione delle giuste pretese", ha concluso Alpa.

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