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Cause iscritte a ruolo: i dati del Ministero

Cause iscritte a ruolo: i dati del Ministero - Mondo Mediazione

 

 

Non si va più in tribunale: diminuito di un quinto, solo in un anno, il numero dei procedimenti giudiziali; gli italiani non amano più fare causa

 

 

 

 

 

Articolo tratto da Laleggepertutti, visible direttamente qui.

 

 

Crolla il numero delle cause iscritte a ruolo: i numeri del Ministero

a cura di Redazione

 

Martedì 26 Maggio 2015

 

Sarà stato l’aumento degli importi del contributo unificato, l’impennata dei tempi dei processi, la perdita di quella fiducia cieca in una giustizia che, comunque, doveva fare “sempre il suo corso”: fatto sta che gli italiani non fanno più cause. Il calo è drastico: secondo il Ministero della Giustizia, solo in un anno si sono iscritte il 20% di cause in meno.

Ovviamente, il Ministro della giustizia è pienamente soddisfatto del risultato e non lo nasconde: “La febbre del sistema è scesa”, afferma con entusiasmo, senza però pensare che, molto probabilmente, non si tratta sempre di una diminuita litigiosità degli italiani, ma solo di una rinuncia all’esercizio dei diritti, imposta dal mancato funzionamento della macchina giustizia e dalla crisi economica.

 

I dati diffusi dal ministero sono aggiornati al 30 aprile 2015 e il monitoraggio è stato effettuato su un campione di 10 uffici rappresentativi della realtà nazionale per dimensioni e distribuzione geografica (Bari, Bergamo, Campobasso, Firenze, Latina, Livorno, Marsala, Reggio Calabria, Torino e Torre Annunziata) oltre a 5 grandi città italiane (Genova, Milano, Napoli, Palermo e Roma).

 

I risultati dell’indagine evidenziano un calo tendenziale medio di un quinto (appunto il 20%) delle nuove cause civili iscritte a gennaio 2015 rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Invece, tra il 2013 ed il 2014, si è registrata una diminuzione del 13,8% delle nuove cause civili iscritte nei 15 Tribunali campione.

 

Non si salvano neanche separazioni e divorzi per i quali la registrazione dei nuovi procedimenti è scesa del 30%. Anche se, in materia, dovremo vedere l’impatto che avrà la riforma del divorzio breve entrata in vigore proprio oggi.

 

Se il dato sarà confermato anche nei prossimi anni – aggiunge il Ministro – “davvero cominceremo ad uscire da una situazione assai critica della giustizia civile e ad avere tribunali che danno risposte in tempi ragionevoli”. Insomma, come dire che, per vedere tempi migliori, è necessario che qualcuno ne faccia le spese.

 

Per scaricare il rapporto integrale clicca qui.

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