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Brescia: Separazioni e Mediazione Civile

Brescia: Separazioni e Mediazione Civile - Mondo Mediazione


Giornata Europea della Giustizia. Iniziativa per sensibilizzare i cittadini.



Articolo tratto da BresciaOggi, visibile direttamente qui.


Separazione, ogni anno duemila cause

LA GIORNATA EUROPEA DELLA GIUSTIZIA. Il debutto dell'iniziativa voluta da Commissione e Comitato dei Ministri del Consiglio Ue per sensibilizzare i cittadini. Bitonte: «Quasi mai per problemi sentimentali o per tradimenti Solitamente un coniuge, oppure entrambi, si impegnano poco»


Sabato 22 Ottobre 2011
Manuel Venturi



La giustizia viene spesso percepita come un labirinto intricato, in cui orientarsi è a volte quasi impossibile. Per avvicinare i cittadini a questo mondo, per chiarire dubbi e pregiudizi, Brescia ha deciso di festeggiare la Giornata europea della giustizia civile (che la Commissione europea e il Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa hanno fissato per il 25 ottobre) con una serie di incontri con avvocati e professionisti del settore, dialogando direttamente con i cittadini per spiegare con parole semplici cosa sia la giustizia in Italia e quali sono i meccanismi che la regolano.
IL PRIMO APPUNTAMENTO ieri, in cui si è parlato di separazioni e mediazione civile: «L'iniziativa si inserisce nel progetto di apertura verso la città, perché possa conoscere da vicino cos'è la giustizia civile - ha esordito Augusto Angelo Bitonte, presidente vicario del Tribunale di Brescia -. Vogliamo parlare dei suoi limiti e dei contenuti del servizio, dei tempi e dei costi: è un dialogo che vorremmo fare ogni giorno, ma che i tempi del nostro lavoro e la penuria di dipendenti non ci permettono».
Nel corso della mattinata è stato trattato un tema molto delicato, la separazione tra coniugi: una questione sviscerata dallo stesso Bitonte e dall'avvocato Marina Perli del Foro di Brescia. Anche nella nostra città il problema ha una dimensione rilevante: su circa 5 mila matrimoni celebrati ogni anno, duemila finiscono male. Perciò, il tribunale deve affrontare altrettante nuove cause di separazione, di cui la metà sono contenziosi, e necessitano di tempi lunghi e spese elevate per arrivare alla conclusione. «È soprattutto un problema culturale: prima della riforma dello stato di famiglia del maggio 1975 e dell'introduzione del divorzio il matrimonio era un'istituzione, e le separazioni erano in numero decisamente inferiore - ha fatto notare Bitonte -. Le cause non sono quasi mai problemi sentimentali, o tradimenti. Di regola c'è uno scarso impegno di uno o entrambi i coniugi, che non arrivano sufficientemente preparati al matrimonio e sanno di poter riparare separandosi».
Ma il divorzio non è una passeggiata, e spesso chi vuole «andare fino in fondo» ad un processo non sa in cosa si imbatterà: «La separazione non è una panacea, non si riacquista la libertà ma si imbocca una strada fatta di maggiori spese e problemi», ha spiegato Bitonte. Proprio per questo i giudici consigliano ai coniugi di pensare alle conseguenze della propria scelta, arrivando anche a convincerli di tornare sui loro passi (e in questo, ha garantito Bitonte, gli avvocati del Foro di Brescia fanno un grande lavoro) o a giungere ad una separazione consensuale, che richiede tempi rapidi e una soluzione che soddisfa entrambe le parti. Per chi invece non riesce ad accordarsi inizia un percorso di tortuoso ed incerto, che richiede anni di tempo per essere risolto e che non sempre arriva alla conclusione sperata, soprattutto per i figli: «Non bisogna dimenticare che chi ne risente di più sono loro, che vengono risucchiati in un conflitto negativo per tutti», ha sottolineato l'avvocato Perli.
Dopo la separazione si è parlato di mediazione civile, strumento nuovo (almeno per l'Italia, che l'ha adottato nel 2010) presentato dall'avvocato Alessandra Della Bona: «Dopo la diffidenza iniziale, oggi anche gli avvocati apprezzano questo percorso. Nel tribunale di Brescia vengono discusse ogni giorno circa dieci mediazioni al giorno, e negli ultimi mesi c'è stato un aumento negli accordi tra le parti».

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