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Boom di ricorsi per la Giustizia "lumaca"

Boom di ricorsi per la Giustizia "lumaca" - Mondo Mediazione


Il Ministero di Giustizia segnala una crescita esponenziale dei ricorsi previsti dalla Legge Pinto



Articolo tratto da Justice TV, visibile direttamente qui.



MINISTERO GIUSTIZIA: BOOM RICORSI VS GIUSTIZIA “LUMACA”


Giovedì, 10 Novembre 2011


Boom di ricorsi contro i processi "lumaca" grazie alla Legge Pinto. Un incremento esponenziale dal 2006 ad oggi. Solo nel primo semestre del 2010 i ricorsi fatti presso le corti d'appello sono stati più di 16.000.

Lo segnala il Ministero della Giustizia, proprio a ridosso della discussione sulla legge di stabilità che prevede, nel pacchetto, anche misure straordinarie in materia di sanzioni per chi propone le cosiddette " liti temerarie". Stante ai dati, nell'ultimo lustro i ricorsi per ottenere il risarcimento presso la Corte d'applle sono passati da 20.633 a 34.297, con una progressione che il Ministero definisce " aritmetica". Vari i settori toccati, ma il dato più importante riguarda il settore civile per le controversie ereditarie e le materie fallimentari. Secondo il Ministero, i numeri sono la "dimostrazione che tutte le misure prese in passato - legge Pinto compresa - tendenti ad incidere sull'organizzazione giudiziaria e sulla riduzione dei tempi di risposta alle istanze dei cittadini non hanno portato agli esiti sperati» . La legge era nata sotto la spinta dell'Ue che aveva più volte richiamato e sanzionato l'Italia per la violazione dell'Art. 6 della CEDU sulla ragionevole durata dei processi e si poneva alcuni obiettivi principali: la concreta attuazione degli impegni presi in materia dal nostro paese nei confronti dell'Unione, la creazione di uno strumento legislativo per la tutela dei cittadini contemporaneamente ad una efficace tutela dell'ordinamento giuridico italiano. Secondo il Sottosegretartio alla Giustizia Caliendo però: "«gli obiettivi che la legge Pinto si prefiggeva sono stati raggiunti solo in parte. Il problema dei ritardi non è stato risolto e lo dimostra proprio il notevole numero di ricorsi per equa riparazione da violazione della ragionevole durata del processo". Una soluzione, sempre secondo Caliendo, potrebbe arrivare però all'interno del maxiemendamento sulla stabilità, che verrà discusso in questi giorni in parlamento e che prevede innanzitutto l'abrogazione della stessa legge Pinto in favore di una " serie di interventi strutturali, e per certi versi epocali, cui si è impegnato il Ministero della giustizia in questi anni tra cui, soprattutto, la digitalizzazione del processo, le notifiche telematiche, la semplificazione dei riti, la motivazione breve inserita nell'atto senato 2612, di iniziativa governativa, per accelerare i procedimenti pendenti in fase d'appello grazie anche al supporto pratico di tirocinanti neolaureati in giurisprudenza e mediante la nomina di 600 giudici ausiliari dello scorso agosto, e, infine, la mediazione civile obbligatoria".

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