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Ben riuscito il corso sulla sicurezza a San Vittore Olona

Ben riuscito il corso sulla sicurezza a San Vittore Olona - Mondo Mediazione

 

 

Ricca e attenta partecipazione al corso

 

 

 

 

 

Articolo tratto da AsseSempione, visibile direttamente qui.

 

 

Martedì 19 Maggio 2015

 

Ben riuscito il corso sulla sicurezza a San Vittore Olona

 

San Vittore Olona - Ricca ed attenta partecipazione al corso tenutosi il 16 maggio mattina in San Vittore Olona ed organizzato dal Comune di San Vittore Olona in partnership con l'Istituto FDE – Scuola di Criminologia di Mantova - ed il CTA (Centro Terapia Adolescenza).
Il Corso, diretto agli operatori delle Polizie locali e dei servizi sociali, ha visto la partecipazione anche di numerosi amministratori locali.


Sei i relatori che si sono susseguiti affrontando il tema della sicurezza da punti di vista differenti ma complementari, cercando di introdurre spunti critici oltre all'analisi dei dati attuata con metodo scientifico.
E' fondamentale continuare a coltivare il substrato teorico e concettuale per costruire politiche della sicurezza intelligenti e di lunga prospettiva.


Si è parlato di come l'urbanistica e l'architettura possano influenzare la percezione dell'insicurezza ed agevolare il disagio nel vivere la città che sempre più tende a spopolarsi nel centro, per concentrarsi in quartieri e zone residenziali periferici e/o delimitati. Emerge la necessità di riappropriarsi degli spazi e dei luoghi della città, "vivere" il proprio paese, abitarlo quotidianamente, anche grazie alla promozione di iniziative che possano permettere ai cittadini di essere attivi e partecipi sul territorio. Un territorio deserto è un territorio che fa paura, che accresce l'ansia ed il disagio, che ci fa sentire soli e, quindi, insicuri. Ma un territorio deserto è anche un territorio ove prima o poi qualcuno se ne approprierà e magari quel qualcuno adotterà comportamenti aggressivi, vandalici, lesivi del bene comune. I centri delle città corrono il rischio di essere sempre più ricchi di luoghi prettamente lavorativi del settore terziario: banche, assicurazioni, agenzie immobiliari, con la conseguenza che terminato l'orario lavorativo tale aree si spopolano, essendo diminuiti i residenti e non essendoci luoghi di aggregazione (cinema, teatri, gelaterie) che possano portare a vivere la città e, di conseguenza, esercitare quel spontaneo controllo sui luoghi e sulle persone che ogni cittadino, con naturalità, esercita.


Entra in gioco con forza l'idea di una sicurezza costruita attivamente dai cittadini, attraverso il controllo spontaneo e naturale che ciascuno può intrattenere, come un grande "cortile" di casa, segnalando prontamente alle autorità eventuali avvenimenti o comportamenti sospetti. Il controllo di vicinato, progetto a cui San Vittore Olona crede molto, come modo alternativo ad una visione securitaria e repressiva del vivere comune, è il modello di riferimento per ricominciare a guardare negli occhi i nostri vicini, imparare a conoscerli, comprenderne le differenze, coltivare i legami, abbattere l'insicurezza attraverso la conoscenza dell'altro, il dialogo e il ritorno alla presenza negli spazi e luoghi della città. Il legame sociale è un collante che può costruire una rete di protezione e di tranquillità, di aiuto e solidarietà, affinché nessuno si senta solo, impaurito ed insicuro. Nel modello proposto, denominato dalla Scuola di criminologia di Mantova -FDE- come "modello della Ragnatela Sociale", quando un legame si spezza è necessario ricostruirlo; quando vengono commessi fatti che rompono e turbano il vivere comune, è necessario correre in soccorso dell'autore, per evitare che tali soggetti possano ricadere in recidiva, continuare a perseguire la loro carriera criminale; quando qualcuno cade vittima di reato, è necessario che lo società, tutta e nel complesso, sia pronta a sorreggere chi in quel momento si sente impaurito, solo ed insicuro. La ragnatela diventa quindi una rete forte e capace di sorreggere eventi critici di elevata intensità: ma necessita impegno ed attenzione per essere costruita e mantenuta.


I dati sull'abbattimento della recidiva ottenuto attraverso politiche di reinserimento sociale e riparative, in antitesi ad azioni esclusivamente repressive, afflittive e retributive che invece hanno dimostrato essere poco efficaci, stimolano ad approfondire i progetti per una giustizia riparativa efficace ed una espansione della mediazione penale.


Non sono mancati anche gli approfondimenti teorici – giuridici sulle ordinanze e regolamenti per la cd "sicurezza urbana", attraverso la lettura ragionata delle norme, anche per come modificate dalla giurisprudenza, al fine di meglio comprendere i poteri ed i limiti dei Comuni e dei Sindaci in questa materia, con spunti e suggerimenti idonei per essere approfonditi e coltivati fin da subito.


Il Corso, infatti, ha voluto essere il primo di un percorso formativo ed informativo rivolto sia agli operatori del settore ma anche, in futuro, aperto alla popolazione, al fine di meglio diffondere e stimolare una modalità partecipata ed attiva di costruzione della sicurezza, grazie al rafforzamento dei legami di vicinato ed una concreta solidarietà di prossimità.

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