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Bellunesi "litigiosi"

Bellunesi "litigiosi" - Mondo Mediazione


Poche le Conciliazioni "Manca la cultura della Mediazione"



Articolo tratto dal Corriere del Veneto, visibile direttamente qui.


Bellunesi "litigiosi" poche le conciliazioni

«Manca la cultura della mediazione»


Dopo sette mesi non decolla in provincia la riforma del processo civile di importazione anglosassone. Solo dieci i casi registrati alla camera di commercio


Lunedì 3 Ottobre 2011
di Bruno Colombo



BELLUNO — «Manca ancora la cultura della conciliazione: da marzo nel Bellunese sono stati registrati soltanto una decina di tentativi di mediazione civile». Non decolla in provincia la cultura di «importazione » anglosassone della mediazione civile, introdotta attraverso la riforma del processo civile con il decreto legislativo 28 del 4 marzo 2010. In poco meno di sette mesi sono soltanto una decina i casi registrati dalla camera di commercio di Belluno, e come se non bastasse per la maggior parte andati a vuoto, con almeno una delle due parti che ha mancato la convocazione.

Disatteso, dunque, almeno nel Bellunese, lo scopo della riforma, vale a dire ridurre la vasta mole di processi civili a carico del sistema giudiziario italiano. La procedura mira infatti a ridurre i tempi del processo abilitando le parti a una conciliazione attraverso l’opera di un mediatore, vale a dire una figura professionale, che aiuti le parti in conflitto a trovare una soluzione - chiamata in gergo conciliazione - riconosciuta da entrambe le parti e in grado di porre definitivamente fine alla controversia. Si tratta di una pratica importata dai paesi anglosassoni, dove sono migliaia i processi risolti attraverso questo meccanismo. «Purtroppo non accade altrettanto anche qui da noi — spiega Marco D’Eredità, segretario generale della camera di commercio di Treviso—e in Veneto, come del resto in tutta Italia, manca purtroppo la cultura anglosassone della mediazione ». Del resto, numeri alla mano, la situazione appare del tutto disattesa: «A Belluno i casi registrati fin’ora, a partire dal 4 marzo, sono appena una decina — prosegue D’Eredità — tra i quali vi è soltanto un accordo; per il resto si tratta di mancati accordi o mancate apparizioni.

Nel Trevigiano, qualcosina in più, ma poco anche qui se proporzionato alla grandezza del territorio: 150 tentativi, con circa 15 accordi, 23 mancati accord i e 1 1 2 mancate apparizioni». Un vero peccato, poiché la mediazione rappresenta una scorciatoia sotto tutti i punti di vista: «Senza attendere i 4 gradi di giudizio ordinario che prevedono tempi lunghi e costi alti — sottolinea D’Eredità — la conciliazione permette di giungere a un accordo entro non più di 4 mesi. Bisogna lavorare per convincere imprese e cittadini che si tratta di un’alternativa validissima al normale processo civile: c’è da sfatare la visione della mediazione come semplice procedura strutturale ». Un invito rivolto soprattutto alle imprese: «Le controversie causano pendenze lunghissime specialmente a loro — conclude D’Eredità — basti pensare a tutte le voci in bilancio "congelate" per anni, fino a quando non si giunge a verdetto ».

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