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Avvocati: tavolo Severino-legali sull'arretrato civile

Avvocati: tavolo Severino-legali sull'arretrato civile - Mondo Mediazione

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Il Ministro Severino: «Il confronto è utile se si svolge tra interlocutori che hanno intenzione di costruire insieme, basandosi su valori condivisi dalla collettività e non già tra soggetti pregiudizialmente contrapposti».

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Articolo tratto da Diritto24, visibile direttamente qui.

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Avvocati: tavolo Severino-legali sull'arretrato civile

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Martedì 17 Luglio 2012

Elena Pasquini 

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Il confronto come strumento per dare concretezza e operatività ai necessari interventi sulle complesse questioni della giustizia. La risposta del ministro della Giustizia Paola Severino all’accorata arringa di Guido Alpa, presidente del Consiglio nazionale forense, durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario 2012 è la riflessione sull’opportunità di un tavolo di consultazione al ministero «che veda la presenza degli operatori giudiziari ma soprattutto aperto al confronto di magistrati e avvocati». Con una premessa necessaria e diretta che il ministro sottolinea in vari passaggi della sua relazione: «Il confronto è utile se si svolge tra interlocutori che hanno intenzione di costruire insieme, basandosi su valori condivisi dalla collettività e non già tra soggetti pregiudizialmente contrapposti».

Il dibattito sulle riforme – Molto duro il giudizio del presidente Cnf sulla politica di riforme dell’Esecutivo. «Se liberalizzare - ha osservato Alpa - significa rispettare le autonomie, non si comprende perché le manovre finanziarie abbiano infierito sulle professioni con l’imposizione di limiti di ogni tipo, inaugurando una stagione dirigista che esprime una linea del tutto opposta a quella pubblicizzata». Alpa definisce come un unicum in Europa il «quadro giuridico che si sta delineando nel nostro Paese in materia di professioni», in contrasto «con le direttive e con la giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione europea».

Rispetto dell’indipendenza e dell’autonomia dell’avvocatura in considerazione del principio di proporzionalità e sussidiarietà; «Chi colpisce i difensori dei diritti colpisce i diritti». E aggiunge: «La concorrenza nel settore forense è già realtà, e da lungo tempo», riferendosi soprattutto alla scelta di assimilare dell’attività professionale a quella d’impresa attraverso le società di professionisti.

L’intensità dell’intervento normativo nel settore per il presidente del Cnf ha inciso sul rapporto tra autorità e libertà e il trasferimento delle competenze dal Consiglio nazionale forense all’esecutivo «ha ridotto le garanzie dei cittadini». Senza contare che «anche per un avvocato è difficile inseguire gli interventi a raffica diretti a modificare questa o quella norma del codice di procedura civile», senza coerenza. Cambiamento delle regole e cambiamento del sistema di amministrazione con la soppressione delle sedi dei giudici di pace. «Ciascuno ha la propria ricetta per migliorare la situazione», tuona Alpa: modifiche ai testi di legge oppure accesso sempre più costoso alla giustizia o effettuare risparmi di spesa con tagli lineari. «La giustizia di prossimità cancellata con un rigo di penna fa impressione» afferma il presidente Cnf, puntando il dito anche contro la riduzione dei modelli processuali o dei tempi del processo attraverso una rivisitazione dei gradi, delle fasi, del testo delle sentenze.
Rivendicazioni che poggiano però su una situazione di grave lentezza nella gestione dell’arretrato nel settore civile, con ripercussioni sui bilanci dello Stato a causa degli indennizzi per la legge Pinto e un corto circuito del sistema che, proprio per ottenere rimborsi per irragionevole durata del procedimento, vede crescere il numero di impugnazioni presso la Corte d’Appello (+20,5% tra il 2010 e il 2011).

Pendenze di secondo grado in aumento nel periodo 2010-2011 (+3,3%), con una durata media dei procedimenti che aumenta a 1032 giorni per confermare, nel 68% dei casi, la decisione di primo grado. Stesso quadro per il giudizio di Cassazione, nonostante una diminuzione delle pendenze dei giudizi civili e un aumento della produttività dei magistrati: la durata media del procedimento nel 2011 è salita a 36,7 mesi contro i 35,4 del 2010 con una percentuale di accoglimento delle impugnazioni pari al 35%.

Il decreto per la riforma degli ordini – Non piace l’idea di un articolato unico per tutte le professioni all’interno del Cnf, così come prospettato dal ministro della Giustizia. Il punto d’equilibrio però, per la Severino potrebbe essere nel «riconoscimento di una capacità normativa interna, nel contesto delle fonti istituzionali, purché le regole prodotte siano in armonia con la “tavola dei valori” che sta alla base dell’ordinamento giuridico».

La media conciliazione – Il quadro delle riforme per il Cnf resta «sconfortante». Al suo interno non può mancare la conciliazione delle liti civili e commerciali attraverso la mediazione. «L’avvocatura crede fermamente nella giustizia alternativa», sostiene Alpa, ma il suo successo deve passare «attraverso la libera e consapevole scelta dei litiganti che presupponga un sistema di giustizia togata affidabile ed efficiente».

Il discorso sui meccanismi deflattivi del contenzioso trova una risposta anche nelle parole del ministro Severino che auspica collaborazione per l’attuazione dell’istituto. Sono stati 91.690 gli affari iscritti presso gli organismi di mediazione abilitati tra il 21 marzo 2011 e il 31 marzo 2012 e il dato salirà a seguito dell’introduzione tra le materie obbligatorie del risarcimento da circolazione stradale e quella delle liti di condominio. Ma solo il 35% degli affari previsti ha visto gli effetti dell’istituto. Il discrimine è la partecipazione della controparte, che nei due terzi dei tentativi di mediazione è venuta meno: «Quanto più si sensibilizzerà l’adesione al meccanismo della mediazione, tanto più si accrescerà l’effetto deflattivo sui carichi di lavoro della giustizia civile. In quest’ottica è importante il lavoro dell’avvocato», ha sottolineato la Severino.

Uno scambio di battute che punta alla distensione dopo le polemiche feroci del passato e che ha come humus un dato, riportato da Alpa nella sua relazione: la maggior parte delle conciliazioni avvengono presso gli organismi creati dagli Ordini forensi.

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