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Avvocati al di sopra di ogni sospetto

Avvocati al di sopra di ogni sospetto - Mondo Mediazione
Con le ipotesi di mofiche da introdurre al codice deontologico avanzate nella seduta del CNF del 27 Maggio scorso, gli avvocati "scoprono" le caratteristiche del mediatore: preparazione, terzeità, indipendenza, imparzialità e neutralità

Articolo tratto dal sito di Diritto 24 visibile direttamente qui.




Trasparente e preparato il legale mediatore


Patrizia Maciocchi (Guida al diritto)
01 giugno 2011


Avvocati preparati e al “di sopra di ogni sospetto”. Questo l’imperativo categorico per il legale che vuole fare il mediatore. Le condizioni sono state messe nero su bianco dal consiglio nazionale forense che, nel corso di una seduta del 27 maggio scorso, ha integrato il codice deontologico limitando l’accesso al tavolo della mediazione agli avvocati che, oltre a possedere i requisiti richiesti dalla norma e dal codice comportamentale, abbiano una specifica competenza nella materia del contendere e siano lontani conflitto di interessi o incompatibilità.

La proposta - La proposta di stringere ulteriormente le maglie, che andrebbe a incidere sull’articolo 55bis, dovrà seguire l’iter previsto per gli interventi sul codice deontologico ed stata dunque inviata agli Ordini con la circolare n. 13-C-2011 in modo che essi possano far prevenire le proprie osservazioni e proposte di modifica entro il 30 giugno. Il via libera del Consiglio, dopo il confronto con gli Ordini, è prevista nella seduta amministrativa di metà luglio.
“In attesa delle auspicate modifiche dell’istituto conseguenti anche alla verifica della sua costituzionalità”, premette e spiega la circolare, “la messa a punto deontologica è stata ritenuta in ogni caso passaggio urgente e ineludibile per consentire ai Consigli degli Ordini il governo dell’istituto anche nei suoi aspetti deontologici e nelle sue ricadute disciplinari.
L’obiettivo dell’articolo 55 bis-ridisegnato dai consiglieri punta soprattutto ad assicurare le tre principali doti del mediatore: terzietà, indipendenza, imparzialità e neutralità.

Preparazione e trasparenza - Ma non mancano gli avvocati di insistere sull’asso nella manica della categoria, quella preparazione che dovrebbe distinguere l’avvocato da un altro professionista mediatore. Un dovere di competenza che serve a “evidenziare sopratutto la peculiarità dell’avvocato mediatore, che non può farsi autore di una proposta di conciliazione non conforme al diritto e non può sottrarsi – spiega il Cnf- al dovere di rendere compiutamente consapevoli le parti, nel momento del regolamento di interessi, delle loro rispettive posizioni in termini di diritto”
Ma non basta, il perfetto mediatore disegnato dal Cnf, deve essere al di sopra delle parti ed escludere qualunque profilo di incompatibilità, di conflitto di interessi, di accaparramento di clientela. Il ruolo di mediatore è, infatti, off-limits per il legale che ha rapporti con una delle parti o li ha avuti nei due anni precedenti. Rapporto professionale vietato anche per i due anni successivi al tentativo di conciliazione.



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