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Arbitrato Bancario Finanziario

Arbitrato Bancario Finanziario - Mondo Mediazione
In tema di Alternative Dispute Resolution, lo strumento dell'Arbitrato Bancario e Finanziario (ABF) conferma la sua notevole importanza.


Estratto di un articolo tratto da
Paperblog, visibile interamente qui.




L’Arbitrato Bancario Finanziario.


Giovedì 30 Giugno 2011
Cindi



L’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) – operante dal 15 ottobre del 2009 – fornisce ai clienti che non abbiano trovato soddisfazione alle proprie richieste attraverso il rapporto diretto con gli uffici reclami delle banche e delle società finanziarie un modo semplice, rapido ed economico per risolvere la controversia in atto.

L’ABF rientra nella categoria dei sistemi A.D.R. (Alternative Dispute Resolution), termine con il quale sono definiti a livello internazionale i sistemi di risoluzione delle controversie di carattere “stragiudiziale”, ossia che si pongono “al di fuori” del processo ordinario.

Di recente, con l’introduzione della cosiddetta “mediazione obbligatoria” (D. Lgs. n. 28 del 4 marzo 2010) in vigore dal 21 marzo 2011, l’ordinamento ha confermato la centralità dello strumento dell’ABF nella materia dei servizi bancari e finanziari, inserendo il ricorso all’Arbitro tra le procedure stragiudiziali di risoluzione delle controversie che devono necessariamente precedere l’instaurazione di un processo civile in quanto vertente sulla materia dei contratti bancari e finanziari.

L’adesione al sistema ABF da parte degli intermediari, obbligatoria per legge, costituisce una condizione per l’esercizio dell’attività bancaria o finanziaria e, in caso di inosservanza dell’obbligo, è prevista anche l’irrogazione di una sanzione amministrativa pecuniaria.

Le disposizioni sul funzionamento dell’ABF sono state emanate della Banca d’Italia con provvedimento del 18 giugno 2009, in attuazione della delibera del CICR n. 275 del 29 luglio 2008 e alla luce dei tre principi fondamentali contenuti nella legge (art. 128-bis del TUB) .

In dettaglio l’ABF può decidere sulle controversie che riguardano le operazioni e i servizi bancari e finanziari (successivi all’1 gennaio 2007), l’accertamento di diritti, obblighi e facoltà (indipendentemente dal valore del rapporto al quale si riferiscono) e se il ricorrente chiede una somma di denaro a qualunque titolo, la controversia rientra nella competenza dell’ABF a condizione che l’importo richiesto non sia superiore a € 100.000.

Non rientrano nell’ambito di competenza dell’ABF le controversie con banche e intermediari finanziari in tema di prestazione dei servizi di investimento e del servizio di gestione collettiva del risparmio, disciplinati nel Testo Unico della Finanza (d. lgs. n. 58/98 c.d. TUF) e nelle relative disposizioni di attuazione, in quanto le controversie in questo settore possono essere portate di fronte alla “Camera di conciliazione e arbitrato”, il sistema di risoluzione stragiudiziale delle controversie istituito dalla Consob in attuazione delle previsioni della legge sul risparmio.

Il cliente può accedere al sistema ABF, anche senza avvalersi di un avvocato, presentando un reclamo in forma scritta all’intermediario. In caso di mancata risposta o se la risposta ricevuta è ritenuta insoddisfacente, il cliente può presentare ricorso all’ABF entro 12 mesi dalla presentazione del menzionato reclamo.

Il diritto di ricorrere all’ABF in caso di controversia è un diritto irrinunciabile del cliente e le banche e gli intermediari finanziari devono informare i propri clienti sull’esistenza di questo diritto e sulle procedure di ricorso mettendo, a tal fine, a disposizione della clientela presso le proprie dipendenze una copia della “Guida pratica” che comprende al suo interno il modulo per il ricorso (obbligo sancito dalle disposizioni di trasparenza della Banca d’Italia del luglio 2009 la cui osservanza è verificata nell’ambito dei controlli svolti dalla stessa Banca d’Italia presso le dipendenze degli intermediari).

Dalla data della ricezione della comunicazione del cliente relativa alla presentazione del ricorso, l’intermediario ha a disposizione 30 giorni per trasmettere le proprie controdeduzioni e la documentazione necessaria per decidere il ricorso, direttamente alla Segreteria tecnica ovvero all’organismo rappresentativo della categoria degli intermediari riconosciuto dalla Banca d’Italia (il Conciliatore Bancario Finanziario). Nei 60 giorni dalla data in cui la Segreteria ha ricevuto le controdeduzioni dell’intermediario (oppure dalla data di scadenza del termine per presentarle) il Collegio si riunisce e decide sul ricorso.

La pronuncia dell’ABF non ha l’effetto tipico di una sentenza: infatti non incide sulle situazioni giuridiche delle parti e non ha valore vincolante di per sé. Tuttavia il corretto adempimento dell’intermediario a quanto disposto nella pronuncia è oggetto di specifica verifica e valutazione da parte dell’ABF. L’intermediario, peraltro, ha un forte incentivo a rispettare spontaneamente la pronuncia dell’Arbitro perché un suo eventuale inadempimento è reso pubblico (attraverso i siti web dell’ABF e della Banca d’Italia nonché due quotidiani ad ampia diffusione nazionale).



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