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Al via tra le polemiche il "Pacchetto Giustizia"

Al via tra le polemiche il "Pacchetto Giustizia" - Mondo Mediazione


Parte tra le polemiche il cammino in Parlamento del  "Pacchetto Giustizia"




Articolo tratto da Diritto24, visibile direttamente qui.



Mercoledì 4 Gennaio 2012
Guida al Diritto



IL FOCUS DI GUIDA AL DIRITTO



Al via tra le polemiche l'esame del "Pacchetto giustizia" in Senato


Parte fra le polemiche il cammino in Parlamento del “Pacchetto giustizia” varato dal Governo prima di Natale. Per l’Avvocatura, ascoltata in Commissione giustizia al Senato, il Dl sul processo civile è “solo uno spot”. Mentre sullo “svuota carceri” il vicecapo della Polizia ha dichiarato che le camere di sicurezza sono poco dignitose per i detenuti. Pronta la replica del ministro Severino che invita ad attendere il completamento della riforma sulla deflazione del processo civile prima di dare giudizi, ed apre ad una diversa collocazione normativa delle norme sul “sovraindebitamento”. Secca, invece, la risposta sullo svuota carceri: misure già concordate con il Viminale.

L’Oua boccia la riforma
«Solo uno spot», che non serve nemmeno a risanare le casse dello Stato né a garantire l'equità. Davanti alla Commissione Giustizia del Senato i rappresentanti dell'avvocatura bocciano il Dl sulla giustizia civile. E vanno all'attacco del ministro Paola Severino, accusata con tutto il Governo di rifiutare il dialogo. I toni più accesi sono proprio quelli del presidente dell'Organismo unitario dell'avvocatura Maurizio De Tilla: norme incostituzionali e «stupide», «sembra di vivere all'epoca fascista».

Alpa contro la mediaconciliazione
Gli avvocati contestano il decreto soprattutto per aver confermato e esteso la mediaconciliazione; un sistema che, ha detto il presidente del Consiglio nazionale forense Guido Alpa, è «incostituzionale e ha dato un esito fortemente negativo» e sul quale, proprio su ricorso degli avvocati, dovrà pronunciarsi a breve la Corte Costituzionale.

E la ragione fondamentale è che i mediatori sono soggetti «senza» la necessaria competenza tecnica e che dunque i procedimenti che si svolgono davanti a loro «non danno garanzie ai cittadini». Averla inserita in un decreto legge non ha nessuna ragione: non c'era urgenza e non serve a «ridurre il debito pubblico», ha sostenuto ancora Alpa, che pure sulla altre norme del decreto non è stato tenero, visto che ha parlato, per esempio a proposito delle disposizioni sul sovraindebitamento, di «espressioni che non hanno senso».

Critica anche l’Anm
«Perplessità» sulla mediazione sono state espresse anche dai rappresentanti dell'Associazione nazionale magistrati «per la mancanza di preparazione di questi organismi per la risoluzione delle controversie».

Contestata l’assenza di dialogo con l’Avvocatura
Ma soprattutto al ministro Severino e al Governo è stata contestata la mancata interlocuzione con l'Avvocatura: un fatto «grave». Le espressioni di contestazione più vivaci sono state usate però da De Tilla, che ha definito «raffazzonata» buona parte del provvedimento.

La replica del ministro Severino
"Se non si completa tutta l'attività di deflazione del processo civile non si può dire che si tratta di uno spot. Le cose vanno messe alla prova e il giudizio va dato quando il sistema è completato". Così il ministro della Giustizia, Paola Severino, a margine dei lavori della Commissione al Senato, risponde agli avvocati.

Il "sovraindebitamento" - Severino ha anche replicato al senatore del Pdl Roberto Centaro, che ha parlato di "incidente" fra Governo e Parlamento per il fatto che il decreto sulla giustizia civile contiene delle disposizioni sul sovraindebitamento che fanno parte di un Ddl che è in stato di esame avanzato da parte del Parlamento e ne ha chiesto lo stralcio.
"Sono disposta - ha detto il ministro - ad accettare tutte le soluzioni migliorative, non ha importanza la localizzazione delle norme, se in un decreto o in un disegno di legge. L'importante è che le cose si facciano, siano condivise da una maggioranza sostanziale e non solo formale".

"Svuota carceri" - Infine sulle camere di sicurezza, “le misure sono state pienamente condivise e studiate con il ministro dell'Interno e le Forze di polizia". Con queste parole il ministro ha risposto al vicecapo della polizia, Francesco Cirillo, che questa mattina in commissione aveva duramente criticato il contenuto del decreto svuota carceri. Sono troppo «poche», 1057 in tutto, e non garantiscono la dignità di chi vi dovrebbe esservi rinchiuso sino al giudizio direttissimo, aveva detto Cirillo.
Per Donato Capece del Sappe, il maggior sindacato della polizia penitenziaria, "le tesi esposte da Cirillo denotano quanto meno una scarsa conoscenza del problema”. Si sta cercando di "aprire una guerra fra poveri - prosegue Capece - prendendo a pretesto addirittura problemi igienici. ma perché la maggior parte delle celle delle carceri italiane, mi chiedo, in che condizioni sono? Io credo che nei commissariati ed in molte caserme le celle di sicurezza siano molto meglio tenute e certamente adatte ad ospitare per un massimo di due, tre giorni, gli arrestati”


si allega una selezione del Focus di Guida al Diritto, che evidenzia le parti relative alla Mediazione

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