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Adesso che si fa?

Adesso che si fa? - Mondo Mediazione

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Effetti della dichiarazione di illegittimità costituzionale della Mediazione obbligatoria

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Articolo tratto da Conciliazione Obbligatoria, visibile direttamente qui.

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E adesso che si fa?

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Giovedì 27 Dicembre 2012

Dott.sa Rita Marsico

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Dopo la pronuncia della Corte Costituzionale che, con sentenza 272/2012, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della mediazione obbligatoria per eccesso di delega, gli scenari che si aprono presentano problemi di non poco momento.

In gioco, infatti, ci sono gli investimenti effettuati da centinaia di organismi di mediazione e da migliaia di mediatori, nonché dai privati che avevano confidato negli effetti benefici di questa procedura.

Orbene, in attesa che la normativa venga riformata o che giungano nuove direttive, è bene che si prenda atto delle conseguenze che la pronuncia summenzionata ha comportato.

In primo luogo, nulla si osserva in merito alle procedure conclusesi in modo positivo per opera delle parti, atteso che si tratta del prodotto della volontarietà delle stesse.

Non è detto, infatti, che in futuro i privati non possano rivolgersi agli organismi di mediazione qualora ci siano buone prospettive di conciliazione, alla luce della facoltatività di tale procedura.

Sulla scorta di quanto detto, durante le procedure di mediazione potrà sempre farsi luogo alla proposta del mediatore, sia autonoma che su richiesta delle parti, ma il rifiuto della stessa non comporta la sanzione pecuniaria di cui all’art. 13 d.lgs. 28/2010 qualora la sentenza del giudice ne sia una chiara riproduzione.

Allo stesso modo, il giudice non potrà valutare come argomento di prova, e quindi comminare la relativa sanzione, l’assenza di una delle parti senza giustificato motivo al tentativo di mediazione, in quanto ne è venuta meno l’obbligatorietà.

Ad oggi, inoltre, gli organismi di mediazione sono tenuti ad informare le parti circa la facoltatività della procedura conciliativa, anche per le materie di cui all’art. 5 d.lgs. 28/2010, e la possibilità, per le stesse, di adire direttamente il giudice.

In tal modo, se i privati vogliono proseguire dinanzi al giudice, e l’istanza di mediazione è intervenuta prima della pronuncia della Corte Costituzionale, gli stessi dovranno corrispondere solo le spese di avvio del procedimento e le eventuali indennità, nel caso in cui l’organismo abbia già svolto delle attività.

Il giudice, infine, qualora intraveda nelle parti uno spirito collaborativo e prospettive di conciliazione, potrà sempre invitare le stesse ad attivare una procedura di mediazione delegata, incentivando, così, lo strumento di transazione stragiudiziale.

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