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Accelerazione dei processi

Accelerazione dei processi - Mondo Mediazione


In evidenza alcune norme introdotte nella versine finale del maxiemendamento al DDL Stabilità




Articolo tratto da ItaliaOggi, visibile direttamente qui.



Stangata sui processi intimidatori


Giovedì 10 Novembre 2011
di Antonio Ciccia e Luigi Chiarello



Sanzioni fino a 10 mila euro per chi propone liti temerarie, rincara il contributo unificato per appelli e ricorsi in cassazione, telecamere urbane e autovelox per scoprire i mancati pagamenti della polizza Rc auto, accentramento in capo all’Agenzia del Demanio delle operazioni di vendita dei terreni agricoli pubblici, anticipo dei contributi Pac ad agricoltori e pescatori (anticipati dal fondo di rotazione della legge 183/1997). Sono alcune delle norme introdotte ieri dal governo, nella versione finale del maxiemendamento al ddl stabilità, depositato in commissione bilancio al senato.

Il testo prevede misure di accelerazione dei processo e disposizioni che imporranno maggiori esborsi in giudizio. E la posta elettronica certificata diventa lo strumento principale di comunicazione nei tribunali e con gli avvocati. Ma andiamo con ordine.

Appello e Cassazione. Il maxiemendamento prevede che le parti debbano confermare il loro interesse a proseguire la causa con una istanza di trattazione del procedimento, altrimenti il processo si estinguerà. Questo vale per la cause pendenti da oltre un biennio. La misura vuole fare piazza pulita di un arretrato, che viene giudicato evidentemente strumentale e senza interesse presso le parti.

Accelerazione dei processi. Una prima novità riguarda le impugnazioni inammissibili. Si prevede che chi propone una lite temeraria può essere condannato a pagare una pena pecuniaria fino a 10 mila euro. Medesima sanzione è prevista a carico di chi chiede senza fondamento la sospensione della sentenza di primo grado.

Le misure vogliono scoraggiare impugnazioni strumentali e nel contempo evitare l’ingolfamento giudiziario. Per le istruttorie in appello si prevede la delega a un magistrato e non una trattazione collegiale. Inoltre si prevede che anche in appello la discussione della causa possa essere effettuata in forma orale, ai sensi dell’articolo 281 sexies del codice di procedura civile. Viene, inoltre, dichiarata inappellabile la sentenza che definisce una lite previdenziale ai sensi dell’articolo 445 bis del codice civile.

Posta elettronica. Il maxiemendamento fa diventare prioritaria la posta elettronica certificata come strumento di comunicazione tra avvocati e cancellerie dei tribunali. In sostanza la posta elettronica certificata deve essere usata al posto dei biglietti di cancelleria usati per comunicare ordinanze o sentenze o provvedimenti del giudice. Per gli ordini professionali scatta la sanzione del commissariamento se non pubblicano l’elenco degli indirizzi di posta elettronica certificata dei propri iscritti.

Notifiche degli avvocati. Il testo depositato dal governo aggiorna la legge sulle notifiche in proprio utilizzate dagli avvocati, consentendo l’uso della posta elettronica certificata anche a questi fini. Quindi l’avvocato potrà direttamente notificare i propri atti non solo presso l’ufficio postale ma con l’uso della pec.

Contributo unificato. E arriva anche la stangata sul contributo unificato per gli appelli e i ricorsi in cassazione. Per l’appello il contributo unificato è aumentato della metà e per i ricordi in cassazione è raddoppiato. Tra l’altro le nuove misure si applicano alle controversie pendenti nelle quali il provvedimento impugnato è stato pubblicato o depositato successivamente alla data di entrata in vigore della legge di stabilità.

Rc Auto. Gli autovelox e le telecamere utilizzate per vegliare sulla circolazione in centri storici e aree a traffico limitato verranno utilizzate per scoprire le auto sprovviste di polizza assicurativa. I dati delle imprese assicurative verranno incrociati con quelli provenienti dai dispositivi di sicurezza. E nel caso di violazione del codice stradale, la documentazione fotografica costituirà atto di accertamento.

Dismissione terreni agricoli pubblici. Le limature dell’ultima ora al testo confermano sia l’estensione della possibilità di vendita a tutti gli acquirenti interessati, sia la possibilità per l’Agenzia del Demanio di attivare trattativa privata con chi vuole acquistare terreni demaniali di valore inferiore a 400 mila euro mentre, per i beni di valore superiore a 400 mila euro bisognerà ricorrere ad asta pubblica (si veda ItaliaOggi di ieri). Regioni, comuni e province potranno vendere direttamente i terreni agricoli in loro possesso. O affidarsi all’Agenzia del Demanio, attraverso un mandato irrevocabile a vendere.

Ai giovani imprenditori agricoli, che subentrano alla guida dell’azienda di famiglia, viene poi riconosciuto un diritto di prelazione negli acquisti. E, qualora i terreni, una volta venduti, aumentino di valore nei successivi cinque anni, per cambio di destinazione urbanistica, lo stato potrà vantare una quota pari al 75% del maggior valore acquisito dal terreno, rispetto al prezzo di vendita. I proventi ricavati dalla dismissione dei terreni agricoli pubblici dovranno per forza essere utilizzati per ridurre il debito pubblico.

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