Home » News ADR » Abilitazione: il decreto 145 cambia le carte in tavola

Abilitazione: il decreto 145 cambia le carte in tavola

Abilitazione: il decreto 145 cambia le carte in tavola - Mondo Mediazione


Novità e dubbi introdotti dal Decreto 145 sulla Mediazione



Articolo tratto da Il Denaro, visibile direttamente qui.



Abilitazione: il decreto 145 cambia le carte in tavola


Mercoledì 28 Settembre 2011
di Elena Notari *


Il Decreto n.145/2011, pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 25 agosto 2011 ha introdotto novità e dubbi interpretativi sulla mediazione civile.
E’ recente e non tutti i mediatori e, purtroppo, gli organismi ne sono al corrente.
Riprese le consuete attività dopo l’estate, molti ignari mediatori hanno visto cambiare le carte in tavola, convocati per svolgere una mediazione si sono ritrovati ad essere dei meri tirocinanti, senza l’indennizzo previsto in precedenza per il loro apporto professionale.

L’ANALISI
Ma guardiamo nel dettaglio alcuni aspetti, anche perché il Decreto, modificando in parte la disciplina del D.M.180/2010, ad una prima lettura potrebbe rinviare la decisione sulla questione di legittimità costituzionale in materia di mediazione.
Anzitutto il “tirocinio assistito”: ogni mediatore formato deve assistere ad almeno venti mediazioni in un biennio presso un ente accreditato dal Ministero. E poi c’è la “vigilanza sul procedimento di mediazione”: il direttore generale della giustizia civile per vigilare potrà nominare “responsabili del registro degli organismi di mediazione e di formazione” anche soggetti con qualifica di magistrato ed avvalersi ed dell’Ispettorato generale del Ministero della Giustizia ; per quanto concerne il procedimento di mediazione il regolamento dell’organismo di mediazione deve sempre indicare i criteri inderogabili per l’assegnazione delle controversie ai mediatori, nel rispetto della specifica competenza professionale del mediatore designato, tenuto conto della tipologia di laurea posseduta e del curriculum. Ma vi è di più.

CONDIZIONE DI PROCEDIBILITA’
Adesso il regolamento dell’organismo deve disporre, nei casi in cui la mediazione si configuri come condizione di procedibilità ai sensi dell’art. 5, 1° comma del D.lgs28/2010, che il mediatore proceda nell’incontro “anche in mancanza di adesione della parte chiamata in mediazione” e, pertanto, non sarà più sufficiente il mero invio dell’istanza di mediazione, rendendo necessaria la presenza della parte istante alla prima seduta del procedimento. Per consentire il rispetto delle nuove disposizioni, la scadenza per l’acquisizione dei requisiti di aggiornamento dei mediatori e dei formatori già abilitati ai sensi della normativa sulla mediazione societaria di cui al D.M. 222/2004 è posticipata al 5 ottobre 2011.
In chiusura, quanto alle spese, quando nessuna delle parti istanti partecipa al procedimento l’importo massimo delle spese di mediazione per ciascun scaglione di riferimento deve essere ridotto a euro quaranta per il primo scaglione e ad euro cinquanta per tutti gli altri scaglioni.

LO SPIRITO DEL TESTO
Nel dettaglio per le variazioni specifiche dei vari scaglioni è opportuno approfondire il testo normativo. Si sottolinea in particolare che il Decreto ha quindi inserito, nei soli casi di mediazione obbligatoria, una sorta di riduzione progressiva delle indennità , in quanto maggiore per le controversie di più alto valore, sostituendo il precedente sistema di riduzione generalizzata di un terzo . In generale, quasi tutte le modifiche in tema di indennità hanno portato ad una riduzione dei costi del procedimento.

SUGGERIMENTO ACCOLTO
Sembra quindi essere stato accolto il suggerimento del Consiglio di Stato, il quale, attraverso il parere n.2228/2011, aveva evidenziato la necessità di un contenimento dei costi per le parti, anche in considerazione della particolare situazione di crisi economica che il nostro Paese sta attraversando. In definitiva il provvedimento non modifica in maniera incisiva la disciplina della mediazione, ma si propone come strumento per risolvere alcune problematiche di carattere squisitamente tecnico.
La professionalità dovrebbe esser garantita dalla distinzione dei mediatori per materie di competenza, con il precipuo scopo di aumentare la specializzazione degli organismi di mediazione.

PERPLESSITA’
Non poche, va rimarcato, sono le perplessità per quanto riguarda il reale contenuto dell’attività di “tirocinio assistito”, nonché sull’obbligo per gli organismi di consentire, gratuitamente e nel rispetto del proprio regolamento, la partecipazione di “tirocinanti” durante gli incontri di mediazione.
Tra organismi pubblici e privati ormai, in assenza di chiarezza sul punto, vi è concorrenza ed incertezza.
Molte mediazioni si svolgono con professionisti che non hanno fatto il tirocinio previsto e tutto questo, soprattutto in Campania, è delegato all’assoluta discrezionalità interpretativa della norma da parte dell’ente accreditato al Ministero.

INTERROGATIVI IRRISOLTI
Gli organismi pubblici, poi, possono derogare agli importi minimi previsti dalla tabella A allegata al D.M.180/2010. Non vi è alcuna indicazione sulla presenza dell’avvocato nel procedimento di mediazione o sull’obbligatorietà del procedimento.
Attendiamo, come da mesi ormai, la pronuncia della Corte Costituzionale. Nel mentre ci sarà la garanzia di un giusto procedimento? I mediatori potranno essere equamente retribuiti ed avere parità di trattamento? Gli organismi e gli enti di formazione saranno in grado di utilizzare criteri uniformi di trattamento, pur nel rispetto della logica concorrenziale?
Non sono domande retoriche, ma spunti di riflessione che in questo momento di “passaggio” e di poca chiarezza normativa è doveroso porsi.

segretario nazionale A.DI.DO Consumatori

commenti (0)

Contatti

Contatti - Mondo Mediazione

Chi siamo

Chi siamo - Mondo Mediazione

News

News - Mondo Mediazione

Newsletter

Newsletter - Mondo Mediazione